robba

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marzo 24, 2005

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la stagione dei colori non colori. sfoglio le pagine dell'anno scorso e scopro che la primavera è arrivata da un pezzo. per dirla tutta, il ventiquattro marzo del duemilaquattro avevo già fatto il cambio di stagione. incredibile, sono imperdonabilmente in ritardo. l'altro giorno, indaffarata e disinteressata, non sono riuscita nemmeno a portare a termine un semplicissimo giro di ricognizione. pazienza, dovrò saltarlo. per scongiurare errori ed imprudenze, resterò sul classico. soprattutto, farò un bilancio preventivo. dunque, appuntamento per questa mattina nel mio negozio preferito. le condizioni non sono ottime per decidere un guardaroba. il cielo è madreperlato, l'aria è umida, ma sfido la sorte. il proprietario è un uomo enorme e appassionato, ed è un peripatetico. cammina e insegna che questa è la stagione dei colori non colori, quella del tabacco, del piombo e del rosa antico. dietro di lui la sua commessa russa. recuperiamo subito pantaloni dritti e pantaloni stazzonati, magliette da comporre e golfini instabili. ragioniamo a lungo sulle gonne, troppo leggere o oltremodo all'avanguardia, poi scopriamo una longuette in fresco lana con lampo strategica e borsa da eco-pirata. per la giacca buttiamo a mare il frac, lo spolverino e l'insolito impermeabile, in verità tutte scelte ottime, per una difficilissima micromantella. per fare quadrare i conti, rinunciamo invece alle stringate da uomo dipinte di verde, una autentica opera d'arte, e a tante variazioni sul concetto di camicia, che poi sono il mio pallino. un'ora dopo, stanchi e soddisfatti, approdiamo alla cassa.

robba 19:03
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