robba

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dicembre 22, 2004

la più grande rivoluzione di questo decennio. ultimi giorni prima di natale. il clima è variabile. un giorno piove, l'altro soffia il vento. il traffico delle automobili è paralizzato. pazza l'idea di parcheggiare: i vigili saltano fuori come cavallette, gli ausiliari del traffico sono coccinelle che infestano il raccolto. i cartelloni pubblicizzano il concerto di woody allen e il musical di capodanno. le famiglie vestono sempre da famiglie, gli anziani hanno il cappello e l'ombrello. i trentenni girano in giacca di tweed e sneakers. per le ragazze tornano di moda le gonne corte. il maurizio costanzo show è morto. i mediastore esplodono. gianluca scuote questi pensieri e finalmente afferra una commessa. «scusi, dove trovo l'ultimo degli american music club?». lei è sui quarantacinque, un'aria rancorosa da separata in casa. «vuole dire gli america? sotto la lettera a». gianluca alza le spalle e sparisce nella folla del pop internazionale. ricompare tra la classica e la contemporanea, allampanato come al solito. domando se ha visto francesco, ma non mi sente. «portami via da questo posto, è pieno di incompetenti». «scherzi? le feltrinelli sono la più grande rivoluzione di questo decennio». affonda nell'ennesimo monologo interiore e svanisce. telefono a francesco. dal tono imbarazzato intuisco che deve essere nell'area lettura. non intende muoversi dalla sua poltrona. intanto, alla ricerca di un disco di asian lounge per la filippina, trovo gli introvabili broken social scene, nonché un'amica di mia madre che insegna all'università. annuncia che ha letto l'antologia e che le è sembrata mooolto carina. prova ad attaccarmi un bottone sui blog e sulle caratteristiche della scrittura in rete, ma la interrompo subito. indicando uno sconosciuto nella confusione, spiego che siamo mooolto in ritardo per il cinema. sulle scale, incrocio un commesso magro. «scusa, il disco di nicola conte?». sgrana gli occhi e scandisce: «l'ultimo è tra le novità. gli altri sono nello scaffale della musica italiana». perplessa, ripeto che sto cercando nicola e non paolo, ma lui è già altrove, intento a spiegare ad uno sciarputo cinquantenne la differenza tra house e hip pop. al piano terra, gianluca è raggiante. avvolge tra le braccia due wu ming, un de cataldo e ben tre aristogatti. dice: «i giochi sono fatti». per converso, il mio cestino è ancora vuoto. in cerca di ispirazione, scruto quelli degli altri. bruno vespa, codice da vinci, signore degli anelli, michael moore e blue, ma anche robbie williams, polar express, baricco e michel faber. oppure garcia marquez, hermann hesse, andrea de carlo, david foster wallace. rifletto un attimo, torno sui miei passi. al secondo piano, in un atto di ribellione patetico quanto ridicolo, afferro un disco anonimo. ovvio che il disco anonimo, la scelta davvero indipendente, non dettata da niente e da nessuno, è un'utopia. nel frattempo squilla il telefono. francesco ha scovato un viaggio in italia di guido ceronetti. un libro dell'ottantatré. esagero: «regaliamolo a tutti». fissiamo un appuntamento tra cinque minuti alle casse. lungo il percorso raccatto un album di fotografie, una confezione di coccoina, l'ultimo numero di nuovi argomenti, il disco di nicola conte, i cinque libri di gianni rodari, una versione con la copertina di cartone della passione secondo matteo di bach, un ricettario di cucina internazionale, una copia del giovane holden e una dell'antologia. arrivo al traguardo sorridente. francesco ha incontrato un compagno di scuola delle elementari, il quale mostra orgoglioso una cicatrice sulla guancia come segno della loro antica amicizia. gianluca è in fila. prende la mia copia dell'antologia e la lascia in bella vista sul bancone. in effetti, sembra un best seller. poi ripone i miei acquisti nel suo cestino, tra gli sguardi diagonali degli altri clienti. azzardo: «abbiate pazienza, siamo napoletani». loro non ridono. sotto natale l'umorismo è solo boldi e de sica. poco dopo, attraversiamo le colonne rosse dell'ultimo libro di dan brown, domandandoci quanto mai fatturerà questo tempio della piccola borghesia intellettuale. continuiamo a discuterne, mentre andiamo a prendere l'aperitivo.

robba 13:59
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