robba

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novembre 17, 2004

radiografia. trentacinque, quasi trentasei anni. sguardo da israeliano su un autobus all'ora di punta. naso adunco. barba di cinque giorni, capelli di sei. sta bevendo caffé senza zucchero. digerisce due albumi d'uovo. negli ultimi dieci anni ha letto soltanto saggi di argomento politico. negli ultimi otto anni ha comprato e rivenduto in perdita cinque moto, due automobili e una barca che proprio non poteva permettersi. suo padre, dopo l'affare della barca, ha maledetto il giorno in cui lo iscrisse al corso di vela e gli ha tolto il saluto. sua madre, in compensazione, ha preso ad acquistare per lui biancheria intima in blocco. da dieci anni è laureato in lettere, da due vive da solo, da tre lavora per una società editrice. scrive tramine, quelle poche righe che riassumono i programmi televisivi sulle guide settimanali. odia la televisione. a casa non ha sky, e non ha il coraggio di ammetterlo con i colleghi. per lo più finge di guardare l'isola dei famosi e di essere tifoso della roma, con alterni risultati. una collega carina e insopportabile ultimamente ha preso ad interrogarlo ad alta voce. i colleghi maschi sono solidali e la deridono, ma lui non ne è convinto fino in fondo. sospetta che, dopotutto, ridano di lui. ogni sera attraversa la città per tornare nel quartiere dove abitano ancora i suoi genitori. ritira la borsa con il bucato e corre ad allenarsi in palestra. la sua impressione è che facendo sport il tempo trascorra meno inutilmente. più tardi, è troppo stanco per uscire. al massimo si ferma al pub a salutare i vecchi amici. con loro si sente a suo agio. qualche volta, però, mentre gli altri rollano una canna e confrontano i loro mutui per la casa, ripensa alla collega insopportabile. prima di dormire punta la radiosveglia. al mattino ha gli occhi appiccicati. separando gli albumi d'uovo per la sua dieta iperproteica, sogna di fare colazione seduto al bar all'angolo con la mazzetta dei giornali. invece alle nove meno dieci, completamente a digiuno di notizie, è in piedi davanti alla solita macchinetta. sbadiglia, prende il caffé e attraversa il corridoio verso il suo ufficio. i colleghi maschi non sono ancora arrivati. la collega insopportabile siede in silenzio osservando la sua radiografia.

robba 18:35
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