robba

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novembre 21, 2004

ostaggi di questa domenica romana. oltre cinquanta domeniche all'anno. soltanto cinque di sole. parlo di quelle perfette, con il cielo blu, paralizzato, lavato e smacchiato da una frizzante tramontana. a roma, oggi, è una domenica della cinquina. soltanto il tempo di aprire gli occhi, annodare una sciarpa al collo della mia famiglia senza prole, e sono al parco. villa borghese, qualche centinaio di metri da dove abitiamo. il desiderio ripetutamente espresso dal mio fidanzato è andare allo zoo. purtroppo qualcuno, liberando gli animali che non era giusto ingabbiare, ha pensato anche di cancellare la parola dal vocabolario. adesso è il bioparco. scrivo un messaggio alla mia amica del cuore, che ha una passione per le mostruosità linguistiche. come dissuasore mobile o diversamente abile, concetti che ho finito per associare. pensando alla mia ossessione per gli alimenti biologici, lei fraintende. suppone sia un supermercato. alla biglietteria inciampo in una coda spessa e compatta. centinaia di genitori modello che attendono con il giornale in una mano e una manina impaziente nell'altra. penso: ecco perché non abbiamo figli. ma anche: ecco perché esistono i regimi totalitari. mentre penso, il mio fidanzato è andato. quando lo raggiungo è davanti alla mongolfiera. pardon, aerostato vincolato. quindici euro per guardare la capitale dall'alto in basso. per francesco, tuttavia, il tempo di attesa è l'equivalente di un dissuasore mobile. arriviamo alla restaurata casina valadier. in una atmosfera da intervallo al liceo. leggiamo la stampa, seduti dietro due prosecchi tiepidi, sulla terrazza del pincio. lui appare finalmente rilassato. qualche minuto dopo, tuttavia, parte per una ricognizione degli eventuali abusi edilizi compiuti nel corso della restaurazione. tornerà entro un quarto d'ora, scortato da un cameriere. intanto, al tavolo a destra una bionda artificiale tiene gli occhi chiusi, mentre il compagno sfoglia il manifesto. indietro una coppia di francesi discute senza sosta. a sinistra, oltre la ringhiera, barbara palombelli in calzoni mimetici parla fitto con giuliano ferrara. francesco rutelli ha l'aria da bello della scuola. sorride e guarda intorno, nel frattempo tace. anselma dall'olio, in levi's a vita bassa e cachemire, è l'unica a mostrare disappunto. scopro che anche loro sono parte della lunga fila ordinata che conduce al buffet. il sole continua a splendere sopra piazza di spagna, san lorenzo in lucina e il pantheon, mentre raggiungiamo il chiostro del bramante. francesco descrive minuziosamente i lavori che hanno trasformato l'ultimo piano della casina ottocentesca. le trattorie sono piene, il momento migliore per visitare la mostra di giuseppe de nittis. le sue opere rappresentano l'alta società in movimento, nitide colazioni in giardino e bianchissime giornate invernali, con moderne inquadrature fotografiche. quando usciamo sono le quattro passate. susanna agnelli è l'ultima di una fila sottile che arriva al caffé della pace. all'edicola di piazza colonna compriamo libero. risaliamo a piedi verso i parioli, leggendo il divertente diario di vittorio feltri in prima pagina. il sole tramonta alle nostre spalle, riscattando gli ostaggi di questa domenica romana.

robba 17:49
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