robba

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ottobre 26, 2004

pensare alla noia come a un'opera d'arte. stamattina siamo per le strade della città, sotto il cielo violetto e una cappa di umidità, per raccogliere il parere della gente comune. il tema è la noia. partiamo dalla premessa che la vita è noiosa come una cartella esattoriale e che la noia è un'imposta con un'aliquota che cresce progressivamente per classi e scaglioni di età. impensabile eludere o evadere. legittimo invece provare a ridurre o detrarre. jacques, seduto ad un tavolino all'aperto dietro brioche e caffelatte, risponde con franchezza alle mie domande. «gioco d'anticipo. almeno una volta all'anno prenoto un soggiorno di una settimana in un albergo di provincia. passo le ore a guardare fuori dalla finestra. la noia sopraggiunge puntualmente e non mi sorprende». loulou, giornalista in partenza per strasburgo, osserva: «per carità, nulla di più monotono che ascoltare un dibattito europarlamentare, con quegli interpreti che cadono in catalessi sulle parole. la lingua più barbosa di tutte, poi, è il francese. grazie a dio c'è stato l'allargamento». michel, spalle curve sulle stampelle, è appena stato dimesso dall'ospedale. il medico gli ha prescritto quaranta giorni di riposo per una frattura alla caviglia. «vorrei vivere liberamente la mia noia, dedicare il mese prossimo alla costruzione dell'impero cinese in uno di quei giochini elettronici senza fine», confessa sprofondando nel sedile del suo taxi. «non sarà semplice. tanto per cominciare c'è un amico di famiglia, depresso cronico, che si rianima solo quando si tratta di visitare conoscenti in convalescenza». daniel, capelli corti e biografia di italo balbo sotto il braccio, racconta: «la noia è un sentimento fruttifero. un sentimento che può immobilizzarti o liberarti. l'ultima volta che mi sono annoiato, domenica scorsa, ho preso la moto e sono andato al lago. poco distante c'è un campo di volo in erba dove ho conosciuto un pilota che aveva un avia del quarantadue, con i fasci littori sulle ali». infine incontro françoise. basco inclinato sulla fronte e labbra imbronciate, risale la scalinata della galleria nazionale di arte moderna. «adoro la noia», dichiara. «oggi come oggi, però, annoiarsi costa troppo. prendi il cinema o il teatro. quando non posso permettermi altro, vengo in questo posto. c'è una porta secondaria proprio di fronte alla caffetteria. entro di soppiatto. tra i sacchi di burri e le statuine di giacometti, provo a pensare alla noia come a un'opera d'arte».

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