robba

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ottobre 01, 2004

omaggio pulp ad un collega. in ufficio è una giornata triste. prendo a torturare il collega che divide con me la stanza. calcolo i suoi difetti fisici. moltiplico per le sconfitte fuori casa della sua squadra. aggiungo il fatto che alla sua età è ancora un impiegato di infimo livello. non fa una piega. seduto alla sua scrivania, continua a fissare lo schermo spento. dimentico che ha la sensibilità di un manichino. così afferro un pennarello, mi alzo e lo raggiungo di soppiatto. gli disegno una grande cicatrice sulla testa. brontola qualcosa, ma solo perché è calvo. propongo uno sciampo. percorro a lunghi passi il corridoio fino al distributore. rimedio un bicchiere d'acqua. si lagna che è troppo fredda. accendo il bollitore elettrico. scappa. non perdo la calma. infilo una colonna sonora telefonica e annuncio il caffé. torna di corsa, quasi sollevato. stramazza a terra. solo un calcio bene assestato. con un tacchetto tre ora gli scolpisco un runa sulla guancia. lo lego. il bollitore elettrico fischia. il telefono squilla. è una scena romantica. cerco dello spago, mi cimento a strangolarlo. un occhio schizza fuori, dritto sulla mia gonna. provo con l'acqua calda. la macchia viene via, ma anche la sua faccia. mi riesce di spellarla come una patata. aspetto che sia fredda poi schiaccio. con un coltellino di plastica riduco a pezzetti il resto. impacchetto tutto in contenitori di alluminio, li consegno al cinese all'angolo. tengo da parte le dita pelose per una originale pianta grassa. andando a casa, la lascio sul suo tavolo accanto al biglietto. omaggio pulp ad un collega nel suo giorno di vacanza.
cit. il collega in vacanza


robba 17:07
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