robba

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ottobre 12, 2004

in programma un salto oltremanica. negli anni sessanta erano mary quant. negli anni ottanta emilio cavallini. negli anni duemila sono l'una o l'altro, e alt. le calze, per la donna empirica che universalizza il particolare, sono corte o lunghe, lisce o scanalate, a tinta unita o stampate, attraversate da tangenti, bisettrici, sinusoidi e diagonali, da geometrie piane di triangoli, rombi, trapezi, ovali e frattali, o da volumi sferici, cilindrici, conici, cubici, piramidali. sempre, necessariamente, coprenti e opache. qualche volta sono anche collant, omaggio a chi l'ha inventato, eppure altrettanto disciplinate. senza regole l'abbinamento, dove l'unico suggerimento è il vantaggio. indossa solo quello che ti avvantaggia. e questa è una regola generale. problematico, piuttosto, l'approvvigionamento. se le calze trigonometriche dell'industriale italiano soggiornano frequentemente nei grandi magazzini, quelle analitiche del laboratorio londinese sono di sovente irreperibili. per questo, se non per altro, quando le prime foglie cadono, la donna empirica rispolvera locke e hume e mette in programma un salto oltremanica.
cit. emilio cavallini e mary quant, john locke e david hume, manuale di geometria piana e solida


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