robba

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settembre 28, 2004

la vita è il tempo che si passa seduti al tavolino di un bar. nevica. sto correndo sotto la neve e penso che è settembre e nevica. poi entro. il rifugio è pieno di francesi. sembrano belgi. gli altri sono seduti intorno a un tavolino rotondo. qualcuno raccoglie le ordinazioni. qualcuno vuole un té, forse anche una cioccolata calda. un uomo apparentemente ubriaco chiede un bacio. monica ed io scantoniamo, ale lo bacia per noi. uno dei francesi viene a prelevarlo. intorno al tavolino tondo è tutto fermo. nessuna cameriera è sopraggiunta. qualcuno propone di prendere il té a casa. la proposta è accolta istantaneamente. il viaggio in macchina verso casa è spettacolare. alziamo il volume dei libertines. il gran sasso è una schiena nuda. in origine apparteneva ad un gobbo. un giorno il gobbo si è guardato in uno specchio d'acqua e inorridito si è buttato a terra. ho detto la mia stupidata. a casa beviamo il té. inizia una partita a ping pong in cantina. alcuni rimangono accanto al camino. chi a leggere, chi a dormire. io leggo fiesta. anche per questo, per tutto il finesettimana, penso di essere jake barnes. in fondo per chi mi conosce sono proprio jake barnes. a pagina settanta, qualcuno propone di andare in città. fabiana sorride. la vita è il tempo che si passa seduti al tavolino di un bar. l'aquila è una città sottovalutata. e poi adoro le città di provincia. la nostra ospite trasporta il gruppo nel suo bar preferito. sia lei che il bar sono perfetti. un tipo con le basette e la giacca di velluto bianca beve un negroni con la sua ragazza. la ragazza ha la coda di cavallo e l'impermeabile. cicci dice che lui è il re dell'aquila. anche per me lo è, decisamente. sono sicura che è abbastanza fatto. questo posto è malsano e perbenino, proprio il mio ideale. dopo entriamo in un lounge bar. una ragazza riccia e velocissima prepara un martini agitato. dentro fa caldo ed i ragazzi sentono il bisogno di togliersi la giacca. le persone intorno sono piuttosto modaiole. cerco di non bere troppo, di serbare le papille gustative in vista della cena. il ristorante dove abbiamo prenotato si chiama ernesto ed è accogliente come un ristorante bolognese. gli avventori sono tranquilli e pettegoli. il nostro tavolo è per otto. mangio una zuppa di lenticchie stratosferica e fagiolini al dente. ordino fagiolini bolliti quando voglio capire un ristorante. il budino allo zafferano è perfetto. non mangiavo così bene da un po'. fuori piove. tornando ad assergi visitiamo fontane, castelli e chiese. scattiamo fotografie a quattro palmenti. a letto leggo ancora fiesta, mi immedesimo sempre più in jake barnes. al mattino è ancora settembre ma la nebbia ha coperto il paesaggio.
cit. il libro, la strada, la musica, qualche bar


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