robba

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agosto 22, 2004

la scossura di san bartolo. puntuale come un orologio è arrivata la scossura di san bartolo. il venti agosto all'improvviso il vento è girato: in un momento abbiamo sentito sul collo l'alito umido dello scirocco. in serata, fermo all'ancora al molo di pecorini, isola di filicudi, sulle note panareizzanti del saloon, l'equipaggio del ditisco sdrammatizzava. portolano alla mano, io tenevo fermo il punto: solo diciannove miglia per agguantare le bocche di vulcano e riparare nel porto di lipari. andava a finire che il capitano, scampato alla botta con una dieta a base di magnesio e arancini, era costretto a vegliare tutta la notte. qualche metro più in là un altro capitano, biondo e magrissimo e immobile come una sfinge, faceva altrettanto col suo vistoso motoscafo. la vela, ormeggiata nella parte esterna del molo, non ce la faceva e alle due era costretta a salpare. il mattino dopo riparavamo nel porto più sicuro dell'arcipelago, dove tuttavia l'unica sistemazione possibile, tra le lunghe file di sospetti barconi, era una murata senza corpo morto, in decima fila tra i pescherecci abbandonati. ed è qui che siamo intrappolati. fuori il vento è girato di nuovo: è il maestrale che spazza il cielo degli ultimi giorni di agosto.

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