robba

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luglio 01, 2004

una strana forma di febbre a novanta. vedo troppi europei. il riflesso lunare sulla testa lucida di mazzocchi mi ipnotizza. vale lo stesso per le filastrocche di bizzotto, cerqueti e civoli. di notte sogno kapsis, poborsky e ricardo. dondolo sui commenti di boniek, cosmi, sandreani e mazzola. sono infastidita dalla zanzara d'amico. ho smesso di cucinare. del resto non mangio, bevo solo spumante. all'inizio sostenevo il portogallo, l'olanda, la grecia e tutte le squadre slave. adesso durante la partita mi divido. metà va con una e metà con l'altra. è una strana forma di febbre a novanta. ed ho contagiato anche il filosofo e suo padre. due insospettabili, davvero le minime autorità in materia. intervengono sempre quando la partità è già iniziata. chiedono chi gioca e dove sta la porta. dopodiché si siedono ed aprono un dibattito. con la grecia arrivano ai presocratici, se c'è il portogallo si fermano a salazar. talvolta si inoltrano in capziose foreste argomentative, non ne escono fino ai rigori. in genere comunicano telepaticamente e perciò va bene. appena alzano la voce butto lì un cerino.
cit. la luna, l'antizanzare, i presocratici, vida e obra do grande estadista, febbre a novanta, la migliore delle finali possibili


robba 23:45
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