robba

robba

luglio 05, 2004

una bella cornice ci incornicia
una bella cornice ci incornicia. tema: capri non sarà più capri ma nessuno di noi è mai stato raffaele la capria. svolgimento: prima parte. il professore, visibilmente occupato ad innaffiare le piante del suo portentoso giardino a terrazze, accompagnato nel gesto dal cingalese kumar e da altre persone di famiglia, osserva la barca senza limiti di bill gates con pensierosa attenzione. dentro di sé dice: guarda guarda questo con tutti i soldi che tiene è venuto a mettersi proprio qua, di fronte casa mia. poi si corregge: non di fronte, ma sotto casa mia. queste almeno sono le prime parole che rivolge agli amici del figlio che hanno appena attraversato il cancello di ingresso fiorito di bouganville, inaugurando il celebre discorso sulla ricchezza che poi significa sapersi accontentare di quel poco che si ha. seconda parte. il gigante è un grosso scoglio a cui stanno attaccati cento taratufi. tutti i suoi amici. un'amicizia salda, eppure incredibilmente scivolosa. e così, alle sei di una domenica pomeriggio, nello stabilimento di torre saracena, dove nella pasta con le zucchine mettono la panna e non il sale, che di fatto riservano tutto per il conto, dove gli americani si scambiano gli auguri perché è il giorno dell'indipendenza, può capitare che si scivoli su una sigaretta. due ore prima i gommoni sono stati ormeggiati alle boe, alcuni si sono tuffati ed hanno raggiunto il ristorante a nuoto, altri hanno ottenuto un passaggio. nessuno ha pensato di portarsi dietro un pacchetto. terza parte. di sabato sera in piazzetta le generazioni si avvicendano a vista d'occhio. le persone della nostra età a quest'ora hanno figli piccoli e tornano a casa. noi invece siamo appena arrivati. abbiamo cenato con pizza e champagne. c'era un forno vero con un pizzaiolo vero sbarcato da napoli e bottiglie di moet & chandon. il professore e sua moglie indossavano ampie tuniche rosa. il presidente, in un angolo, tramava la caduta del governo. qualcuno chiedeva notizie del matrimonio di mira sorvino. adesso al tavolo sono rimaste solo le nostre facce. il filosofo si bagna le labbra come una lucertola, io pongo cento domande, il forte sembra vedere il mondo per la prima volta, le ragazze sbadigliano o sorridono sui tacchi alti, il gigante ricorda marlon brando. tutto il resto è un nitido fondale. quarta parte. domenica mattina, anche senza aver chiuso occhio, mi sveglio in paradiso. il giardino è lo stesso, anche i faraglioni, come la macchia mediterannea e la brutta barca di bill. il rumore del mare sembra la risata registrata del pubblico dei telefilm. il professore offre albicocche. sua moglie è distesa su un triclinio come una antica romana. il gigante passeggia con un sorriso oppiaceo. kumar legge un articolo sulle migrazioni, subito dopo tiene una orazione contro l'ingresso della polonia e della turchia nell'unione europea. scuoto la testa. i ragazzi si tuffano in piscina. l'antica romana si allontana. il professore offre nuove invitanti albicocche. una bella cornice ci incornicia.
nota. in realtà lo yacht fermo in rada a marina piccola non appartiene a bill gates, ma all'americano leslie h. wexler, proprietario delle catene di negozi di abbigliamento the limited e gap. la barca si chiama limitless ed è lunga 96 metri. il cofondatore di microsoft, paul allen, è invece il proprietario di una barca che si chiama octopus (413 piedi) che ha lasciato capri qualche giorno fa. allen in passato ha ospitato sia bill che melinda gates


robba 12:04
Powered by Blogger