robba

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luglio 22, 2004

il mio zio preferito. festeggiamo il suo compleanno al caminetto. parliamo di divorzio all'italiana, dei degar, di quando viale parioli era solo celestina. scartiamo il suo regalo. una copia di elephant man di david lynch, l'ultimo libro di massimo fini, compromesso di dovlatov e l'ascenseur pour l'echefaud di miles davis. il ristorante è pieno, una flotta di automobili in seconda fila gli fa bordone. lui è il mio zio preferito. piccolo e magro, nella camicia di lino bianco sempre inamidata, le church's lucide, i capelli bianchi accuratamente tagliati. puntuale, pacato e gentile, ma anche intelligente, aperto ed informato. ha una compagna milanese (bella, dolce e macrobiotica). vive ai parioli come tutti quelli che lavoravano nel cinema negli anni sessanta. parla correttamente francese e nemmeno una parola di inglese. passa il tempo tra roma, civenna e parigi. leggendo, andando al cinema e tentando qualche piccolo e non sempre fortunato investimento. è uno di quegli esseri umani come si comanda. e non è nemmeno di sinistra. per la verità, non è nemmeno mio zio.
cit. il manifesto contro la democrazia, david lynch e sergei dovlatov, le church's, l'ascenseur pour l'echefaud


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