robba

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luglio 21, 2004

il massacro di bel air. sono in bagno a lavarmi i denti. roteo lo spazzolino guardandomi allo specchio. la finestra è aperta, un fascio di raggi solari entra con prepotenza. allora faccio scorrere il vetro, ma lascio uno spiraglio. è un momento. nello spiraglio intravedo un ragazzo seminudo che fa yoga sul terrazzo di fronte. è abbastanza alto, la testa ovale e il fisico compatto, capelli corti e scuri. molto carino. corro a prendere la macchina fotografica. penso: lo metterò sul blog, scriverò una storia. floriana è in cucina a lavare i piatti. mi vede arrivare di corsa a piedi nudi e in camicia da notte trasparente. tornare indietro subito dopo, cercando il bestshot. quando sono di nuovo davanti alla finestra, lui è perfettamente in posa. scatto una decina di volte, poi infilo la macchina fotografica nella borsa. torno a lavarmi i denti. passano dodici ore. in ufficio è una giornata uggiosa. studio noiosi manuali, disegno triangoli, accavallo le gambe. quando arrivo a casa sono di malumore. prendo una vodka con succo di limone, butto via i vestiti, svengo sul divano. leggo qualche racconto. alle quattro del mattino sono ancora lì. adesso sfoglio la cronaca nera dell'europeo. il massacro di bel air, gli omicidi del dams, il giallo di acapulco. villa ada tace, i gabbiani dormono, le lucertole mi hanno accerchiato. dalle portefinestre arriva il suono di una conversazione in inglese. sollevo la testa senza farmi vedere, mi siedo. è il ragazzo di questa mattina. è ospite del ragazzo che abita di fronte. parlano lentamente, affacciati alla finestra della camera da letto. resto ad osservarli, danno un senso di calma. alla fine decido di andare a dormire. è un momento. attraverso il salone al buio. sono in piedi, perfettamente in posa. mi investe il bagliore del flash.

robba 13:23
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