robba

robba

giugno 22, 2004

un ragazzo singolare. due luglio di cinque anni fa, ore ventuno. agnese viene a bussare alla porta, dice che c'è qualcuno al telefono. mi infilo l'accappatoio bianco, percorro il lungo il corridoio. martina è in cucina con filippo. mi chiede quando voglio spegnere le candeline. le dico fra un attimo, prima rispondo al telefono. oggi è il mio compleanno. mia nonna, martina e filippo sono le uniche persone con cui festeggiarlo. più tardi dovrei uscire. vado ad una festa sulla spiaggia con alcuni vecchi compagni di università ed alcuni amici delle vacanze. nessuno di loro sa che è il mio compleanno. al telefono è francesco. è un tipo che faceva il praticante nel mio stesso studio legale. in realtà allo studio sarà venuto un paio di volte al massimo, per ricopiare la mia lista di udienze. una sera di novembre, prima che io mi trasferissi in toscana, è venuto anche qui a casa. abbiamo scritto la relazione annuale sul suo praticantato. un paio di settimane fa, quando ero appena tornata, mi ha chiamato per le solite questioni burocratiche. non avevo nessuna voglia di andare in tribunale, ma ha insistito così tanto ed alla fine ho accettato. ho consegnato il mio libretto, a lui invece manca ancora l'ultimo semestre. è un ragazzo singolare. magro magro, con i lineamenti perfetti, i capelli lisci e la frangia che gli cade sugli occhi. i piedi piccoli infilati in certe superga lise. un personaggio della narrativa italiana della prima metà del novecento. incompatibile con alcunché di profano e materiale, figuriamoci con questa città. mi ha invitato a casa sua. abbiamo fatto il bagno e poi abbiamo mangiato in compagnia di suo fratello. si chiama mario, l'avevo conosciuto una volta allo studio. c'era un'atmosfera lugubre. eravamo tutti in costume da bagno, ma la tavola era apparecchiata con candele ed argenteria. un filippino che non parla italiano ci ha servito una colazione davvero modesta. poi francesco mi ha accompagnato a casa. doveva partire, lui studia a roma. salutando ha detto che mi avrebbe chiamato quando tornava. ho pensato subito agli adempimenti dell'ultimo semestre, me ne sono dimenticata. adesso al telefono mi informa che domani viene a napoli. chiede se mi va di andare di nuovo al mare. rispondo che va bene, che possiamo vederci intorno alle undici. poi metto giù e vado a spegnere le candeline.
cit. il due luglio, il praticantato legale, l'arcipelago delle filippine, il novecento italiano


robba 10:26
Powered by Blogger