robba

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giugno 15, 2004

un incubo albino. è il giorno del mio funerale. amici e parenti gettano pugni di farina sulla bara trasparente. il prete dice che ho avuto la vita di un telespettatore. la mia faccia migliore era un muto stupore. mi sveglio di colpo. per fortuna era un incubo albino. ma un sottile lamento cancella il sollievo iniziale. viene dal fagottino imprigionato tra le lenzuola. lo riconosco dal pigiama di schostal: è il mio fidanzato. lo libero subito, ma non riesco più a chiudere occhio. i gabbiani roteano sulla torretta della camera da letto. gridano come oche inchiodate alla catena di una bicicletta. una luce allatta la stanza. una mano corre su cinque dita. porte e finestre sorridono vacue. al mattino mi alzo con un quotidiano in gola. a colazione tra le ultime notizie trovo il mio necrologio.
cit. il pigiama di schostal


robba 14:56
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