robba

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giugno 11, 2004

il paradiso in una strada anonima dell'inferno. le giornate dondolano su grandi altalene. l'altro giorno vado all'aperitivo di lavinia. un aperitivo per novanta vecchie con tuniche di chiffon verde prato e memorie d'elefante. su uno sfondo classico: il golfo, il vesuvio ed i ragazzi che fanno sci nautico. indosso un abito a metà tra un tubino e un chimono, con i sandali piatti e semitrasparenti. chiacchiero a lungo con una piccoletta con la voce di tina pica ed un ventaglio di cognomi. resto colpita dal fatto che ad un certo punto lo stato le ha espropriato duemila ettari. mi invita in piscina, una di queste volte. un'altra signora, dagli occhi intonati al panorama, si complimenta per il cappello che portavo ad un matrimonio in toscana. è stato quattro anni fa. molte dicono di conoscermi. la mondanità napoletana vive in una sola stanza. il giorno dopo parto per torre annunziata con il filosofo e il vecchio mario. visitiamo la barca, che giace ancora semimanufatta in un capannone. il padrone del cantiere è morso dalla tarantola. i due maestri d'ascia sono ammalati e lui è rimasto da solo a combattere con gli operai polacchi. è un dramma europeo: non hanno uno straccio di lingua in comune. il padrone urla come un fantasma, i polacchi roteano gli occhi cercando di afferrare una parola. è una scena forte. andiamo via. lungo la strada non si vede nulla che non sia abusivo. pensare che al lido azzurro una volta cantava mina. sulla litoranea è esposto un cartello bianco con il divieto di balneazione. un dpr dell'ottantadue. facciamo il primo bagno della stagione. l'acqua non è fredda, la spiaggia è semivuota. ci sono solo i ragazzi che hanno appena finito la scuola. nessuna ragazza. mario si ferma a parlare con la signora che vende le grattate. sta per esporle il suo problema della casa: il dramma di abitare in una stradina dei parioli invece che a piazza venezia. ultimamente non parla d'altro. ma lei gli racconta che ha cinque figli, che tutta la famiglia dorme in due stanze e mangia con i soldi che guadagna d'estate. quarantamila lire al giorno. allora mario compra una grattata all'amarena, anche se non gli piace. fa un sorso e poi la butta via. più tardi passiamo a trovare marinella. la sua famiglia possiede una villa settecentesca a torre del greco. ha organizzato un piccolo ricevimento di compleanno per il nipotino che festeggia sette anni. anche questa è una scena forte. ci sono cinquanta bambini con il caschetto dorato, decine di cameriere con la crestina, mamme trentenni, eleganti ed abbronzate, innumerevoli animatori. ci sono palme, pini e banani, lunghi viali che portano al mare. tantissimi giochi, uno scivolo a forma di squalo, alto forse cinque metri. ma è la regola: il paradiso in una strada anonima dell'inferno.
cit. i cognomi, l'abito, la lingua, il paradiso, l'inferno


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