robba

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giugno 18, 2004

due occhi grandi come rospi. naturalmente ci sono anche giorni diversi. nottate salate, mattine un po' amarostiche. mi sveglio presto. è una giornata farcita di sole, a righe diagonali gialle e azzurre, ma non mi dice niente. poi mi ricordo che è successo qualcosa. qualcosa di importante, o anche meno importante, che nell'istante in cui riemerge mi fa cadere tutti i petali. mi alzo, mi trascino fino allo specchio, mi guardo. due occhi grandi come rospi. quando sono triste non riesco a non piangere. però smetto improvvisamente. in ogni caso mi siedo sul bordo della vasca da bagno, prendo un foglio bianco e preparo una ricetta. sto molto attenta. curo la tristezza leggera con il lavoro, i conoscenti, la cucina, le sigarette. qualche volta la cannabis. l'inerzia e la solitudine possono aggravare anche la tristezza più innocua. al contrario una grande sofferenza ha bisogno di spazio per espandersi e svanire lentamente. quando sono molto triste voglio stare sola o tra persone sconosciute. mi piace molto guardare dall'esterno la vita degli altri. prendere il treno, il tram, la metropolitana. quando soffro divento molto più sensibile. perciò non vado al cinema, non ascolto musica. leggo molto e guardo i video e lo sport in televisione. dei miei problemi parlo difficilmente. se comincio a parlarne significa che sto già meglio, che ho imboccato una strada. in ogni caso vado avanti con fiducia: ad una profonda sofferenza segue sempre un intenso ed ampio benessere.
cit. like a rolling stone, il tram, le marlboro lights, la mia cucina, lo sport in televisione


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