robba

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maggio 14, 2004

glen taylor
giugno è il mese mondano per eccellenza. lavinia è bionda, oltre i sessanta ma ben portati, divorziata da alcuni decenni, piccoli occhi azzurri ornati di mascara, un golfino di cachemire appoggiato sulle spalle. fa colazione in camera, in una splendida mattina di aprile: fette biscottate stantie con marmellata di scorze di arance e caffé nero. sfoglia alcuni contratti, controlla i pagamenti. lavinia possiede un paio di palazzi in città e da oltre quaranta anni, cioé da quando appena maggiorenne uscì dal collegio, si occupa dell'amministrazione dei suoi beni. ogni tanto suona il campanello, per ammortizzare il filippino. in genere lorenzo arriva con tutta calma: lo sguardo ironico, le mani sulla pancia solida, la divisa troppo stretta, un sottilissimo «madame?» tra le labbra. vivono insieme da dodici anni, ma si sono sempre parlati in inglese. beninteso: un inglese a monosillabi, personalizzato, che nessun altro capirebbe. lavinia chiede a lorenzo di passarle l'agenda, poi prende il telefono. intende fissare la data del suo cocktail annuale per il nove di giugno. ha già compilato una lista delle invitate, solo signore, come di tradizione, tra cui il nuovo console di colore. ha già scelto il catering e pensato ad un tappeto di prato per la terrazza, ad un pulmino che faccia la spola nel grande parco che circonda la casa. a questo punto per andare avanti nell'organizzazione deve affrontare due questioni fondamentali. innanzitutto appurare se quel giorno è già occupato. per il momento sulla sua agenda non c'è niente, ma per saperlo con certezza occorre chiamare marinella. marinella è la donna più mondana della città. prevedibilmente risponde altera, a quell'ora del mattino, ma lavinia le ricorda che giovedì sera a cena dai perry le ha lasciato il suo accendino. così marinella sospira e ringrazia, era un regalo di suo figlio, abbassa la guardia, mentre lavinia attacca: avrei in mente un cocktail, che tu sappia è previsto qualcosa per martedì nove di giugno? mah, risponde marinella, non so, fammi pensare. viene fuori che l'otto c'è una conferenza con cena al circolo, che il dieci c'è il compleanno di carlotto e l'undici la colazione dai ruggiero, che il quattro, il cinque e il sei lei è invitata a siena, da agnese, e che tuttavia, miracolosamente, il giorno nove è ancora in bianco. attenzione, però, consiglia marinella, giugno è il mese mondano per eccellenza: bisogna spedire subito gli inviti, anticipare la notizia per telefono. lavinia ringrazia, abbozza: ovviamente ci aveva già pensato, se è per questo molto prima di sottrarle l'accendino, saluta e riattacca. a questo punto le resta il secondo problema, quello vero. non sarà una cosa facile. determinata, agita il campanello a lungo, prima di vederlo entrare dietro il suo «madame?». si guardano un istante, gli occhi azzurri minuscoli nei lunghi occhi neri. infine lavinia fa un bel respiro e parte: allora, lorenzo, il nove giugno c'è questo cocktail, non ti puoi assolutamente rifiutare. (ogni riferimento a persone, cose o domestici è puramente casuale).

robba 14:27
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