robba

robba

aprile 08, 2004

www.lomohomes.com/pauros
il pensiero cinematografico con una mano. il giorno di pasqua mi sveglio presto. nel corridoio le tedesche discutono ad alta voce. non capisco quello che dicono, ma sicuramente parlano di me. da un momento all'altro potrebbero venire a prendermi, tirarmi fuori dal letto per i capelli. allontano il pensiero cinematografico con una mano. e vado a vestirmi. questa campagna umida mi ha fatto venire il mal di testa. la casa sta su uno stradone che porta in città. non si può andare da nessuna parte senza un'automobile. fino a ieri c'era marco che mi portava da qualsiasi parte. siamo andati a monteriggioni ed io non volevo nemmeno uscire dalla macchina, non volevo proprio. spero che sia abbastanza sensibile da non farsi più vedere. non siamo più amici, ha sbagliato tutto. di ieri sera non avrei ricordato niente. non lo avrebbe ricordato nessuno. le tedesche stavano bevendo da ore. c'erano tutti gli altri e la musica che copriva le parole. quando stanotte ha provato ad aprire la porta, io mi sono svegliata di colpo. anche se lui ha le chiavi. è il proprietario, ha le chiavi di tutta la casa. stavo sognando didi, mi sembrava sufficiente. dopodomani sarei andata via come quando sono arrivata. e invece stanotte il suono sordo delle voci ha fatto alzare tutti. alcuni sono venuti fuori dalle stanze. altri sono rimasti dentro. ma era chiaro che non avrebbero tollerato. perciò quando esco la trovo là. la ragazza di hannover. è bionda, più rotonda e meno alta di me. parla un inglese relativo. mi chiede cosa voglio, perché voglio quello che è suo. ha ragione e non so cosa rispondere. un attimo di silenzio, poi mi ripete tutto in tedesco. stavolta urla. fa rotolare le parole come fossero sassi. resto immobile. e intanto penso a come è cominciata. la chitarra che suona creep nella stanza a fianco. una voce un po' rauca, ma ancora senza faccia. poi, qualche ora dopo, quella corsa con marco sotto la pioggia, in ritardo per la cena. io che non voglio uscire dalla macchina, che mi sistemo i capelli legati sulla nuca, soffiando. il ragazzo alto che si alza nel fondo del ristorante, la ragazza bionda al suo fianco, marco che mi lascia passare. le mani che si allungano sul tavolo, le labbra che ripetono i nostri nomi. roberta, didi.

robba 14:17
Powered by Blogger