robba

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aprile 21, 2004

www.lomohomes.com/no.8
domandando un gettone per una telefonata. ora che il rosso d'uovo è finalmente tornato al suo posto, nel piatto azzurro finto limoges, posso continuare a parlare di primavera. che poi, sia detto sottovoce, è la stagione dei matti. basta guardarsi in giro per strada: è dal maggio del settantotto che sono là, ma a volte ritornano. è anche la stagione dei divorzi. di qui a venti giorni, trent'anni fa, i nostri genitori mandavano a quel paese paolo sesto e votavano no al referendum. corsi e ricorsi storici: si dice che pure questa sarà una stagione anticlericale e referendaria. ma torniamo ai pazzi. sabato scorso pranzavamo in famiglia al sanatorio rossini. il sanatorio rossini è il ristorante sotto casa dove andiamo un giorno sì e due no. ogni famiglia non fondata sul matrimonio ne ha uno. dicono. insomma, ad un certo momento vedo entrare una signora ben truccata, ben vestita, come tante. un cameriere le fa strada. il sanatorio rossini non ha pretese ma sta alle soglie dei parioli, lungo la linea del tram che attraversa il quartiere pinciano. fatto sta che la signora entra e ritiene di prenotare un tavolo per quaranta persone. i camerieri la guardano sbigottiti, ma prendono nota. lei chiede dov'è la toilette, le indicano la strada. lei scende le scale, si ferma dinanzi alla porta, armeggia con una borsa, comincia a stendere il bucato ad asciugare. arriva un cameriere. rimette tutto in ordine e la prende per un gomito. è in questa posizione che la signora e il cameriere passano nuovamente davanti al nostro tavolo. lei urla compostamente, tagliando in due la rarefatta atmosfera di un pranzo in famiglia. perciò, ricapitolando, la primavera è una stagione isterica e divorzista. e affonda le radici negli anni sessanta. è la stagione degli sceneggiatori che trascorrono i pomeriggi a scrivere e a litigare. dei registi e dei piccoli produttori della gaumont che, seduti all'aperto, masticano il completo dell'hungaria. della gente qualunque che scorre su abc le interviste a loris fortuna. dei giovani artisti che entrano ogni giorno da rosati domandando un gettone per una telefonata.

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