robba

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marzo 28, 2004

negli scantinati dell'ergife
negli scantinati dell'ergife. un congresso radicale è fatto a gironi, come l'inferno. o come uno stadio. passeggiarci all'interno è un'esperienza per pochi. prima bisogna trovarlo, negli scantinati dell'ergife. effetti collaterali tanti. irritabilità, abbassamento della soglia di attenzione, pancia gonfia: a fine giornata è il minimo. l'impressione di aver maneggiato i mattoni ed il cemento della democrazia può invece durare qualche giorno. nel girone largo, subito dopo il limbo degli ascoltatori di radio radicale, ci stanno i pochi giornalisti. in genere hanno volti amareggiati. primi estratti in una riffa in cui il premio era un finesettimana in notturna pannelliana, comunque si mettano le cose, lo passeranno in slalom speciale tra gli ernesto rossi e gli altiero spinelli, fino a che afferreranno una e una parola, e ci scaveranno il tunnel che sbuca dritto in un riquadro di quindicesima pagina. decisamente più navigati i fotografi e i cameramen. hanno un loro fascino, i loro muscoli o le loro pancette, e le loro fan. alla fine di tutto rimedieranno quantomeno un paio di numeri di telefono. al secondo cerchio vive invece il grande popolo radicale. quello degli iscritti di vecchia o nuova data, dei militanti che non sono mai andati oltre qualche tavolo e qualche sciopero della fame, dei veri e propri simpatizzanti. è un gruppo eterogeneo, fatto di persone dalle professioni più disparate, dalla mente aperta e dalla caratteristica loquacità. ottimo per condividere le deliziose minestre del ristorante del seminterrato: nel pugno destro una rosetta, nel sinistro un «faccio quello che devo, accada quello che può». nei gironi successivi ritroviamo invece gli addetti ai lavori. quelli per cui il congresso non è una gita fuori porta o una bella festa piena di gente che finalmente la pensa come te, ma è il corpo, la benedizione, il miracolo, oppure non lo è. anche questo è un girone vasto ed eterogeneo. c'è il giornalista che coltiva la sua piantina, il cospiratore che medita un'appropriazione manu militari, l'opposizione che ripassa i suoi cori, il politico che viene a farsi barba e capelli e la misteriosa superstar. al centro, invece, impalata in manici di scopa sotto i caratteristici abiti di scena, tutta la classe dirigente. sulla quale volano due guardiani alati. uno più piccolo, l'altro più grande. chi sia l'uno chi sia l'altro, poi, dipende. prima di tutto da quale parte dello stadio li guardate.

robba 17:30
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