robba

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marzo 24, 2004

le stagioni sono quattro
le stagioni sono quattro. il cambio di stagione ha le sue regole. la prima è che le stagioni sono quattro. non due, come suggerisce il clima. la seconda è che questa operazione richiede una mente libera, sgombra da appuntamenti e preoccupazioni. si comincia sempre svuotando l'armadio. e mettendo da una parte i capi più adatti alla stagione in corso. per la primavera golf in cachemire o in filo di scozia, t-shirt, pantaloni di cotone o in fresco di lana, jeans, molte camicie, giacche di felpa, impermeabili. soprattutto cose sportive, perché si dovrebbe tornare a stare all'aperto. e mai gonne, che rimando all'estate: odio le calze chiare. allo stesso tempo medito una scelta razionale dei capi da buttare via. è fondamentale quando si ha in mente di fare qualche acquisto o addirittura di cambiare guardaroba. in genere scarto tutto ciò che è un po' scolorito, o liso, oppure non ha mai posseduto una grande qualità. i capi di qualità, se conservati bene, potrebbero tornare di moda o, semplicemente, tornare a piacermi. per esempio non butto mai via le stole in seta o chantung, per quanto quasi impossibili da indossare nella mia vita di oggi - ma una volta le indossavo anche per andare al lavoro -, o i golfini e le borse stampate di myrland, che rispolvero ogni anno. fuori invece tutti i pantaloni pinko, le scarpe di vic matié, le camicie carla g, i golf benetton acquistati in un momento di disperazione (sono sempre un errore), gli infradito bellissimi ma bianchi ed irrimediabilmente rovinati, i pantaloni di brooks brothers presi in saldo a new york e mai messi, o lo spolverino di istanbul che stinge tutto. nel mio caso molto dipende dal fatto che tendo a passare ad un abbigliamento sempre più classico, fatto di molti pezzi semplici e pochi pezzi eccentrici. così dico sempre, ma non sempre ci riesco. finita la cernita, passo alla sistemazione degli abiti invernali ed autunnali nelle ante in alto. lì metto anche quelli estivi, ma in modo che sia più semplice tirarli fuori anche uno per uno. nelle ante in basso ordino per colore e, nell'ambito di ciascuno colore, per peso e consistenza. lana da una parte, cotone dall'altra. quest'anno soprattutto colori chiari, il nero per la sera o con la pioggia. per il momento appendo anche i capi che andrebbero in tintoria o che hanno perso l'orlo, poi deciderò il trattamento. i vestiti da buttare via li metto in buste chiuse che lascio ai vagabondi di sanbellarmino, piuttosto che nei cassonetti della beneficenza. ho sempre il timore che finisca tutto a borghetto flaminio e di conseguenza su qualche sprovveduta pariolina in crisi di astinenza domenicale. preferisco passarli direttamente agli alcolizzati qui sotto, qualunque cosa ne facciano. quando la stanza è di nuovo in ordine, preparo una tisana e inizio a compilare la mia agenda. in programma l'acquisto di una borsa ed un paio di sandali di santini, di un paio di camicie classiche ma minime, di pochi pantaloni ma perfetti, di qualche golf myrland o bernardini stenti. non intraprendo mai gli acquisti subito, ma fisso un termine iniziale. intanto rifletto ed osservo i movimenti di un cielo, per il momento, assolutamente autunnale.

robba 10:13
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