robba

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marzo 04, 2004

invisible lift
invisible lift. bevo un sorso di vino, prendo gli occhiali, poi accendo il televisore. sono le ventuno e ventitre. quando mi confessa che è quasi finita la scheda, mettiamo giù. mi accendo una sigaretta, consiglio un posto dove bere qualcosa. io ho in mano un cucchiaio di legno, lui trascina le valige e dice di averlo incrociato in treno un anno e mezzo fa. parliamo a lungo di un altro compagno con cui studiavo diritto amministrativo. gli dico che sono a casa a preparare la cena, mi chiede cosa faccio stasera. è a roma per un convegno. un quarto d'ora dopo chiama anche un mio vecchio compagno di università. il filosofo avverte che non torna per cena. squilla di nuovo il telefono. il profumo della zuppa ha già preso la casa e questo quattro marzo. quando resto sola apro un lamborghini trescone del duemila. prima di riattaccare insultiamo quel cicisbeo di vespa. bello anche stefano picchi, che una sera voleva unire i miei nei. a tutte e tre piace pacifico: un quadro di chagall. lei è brava, la cortellesi è bella, gli altri comici non mi fanno ridere. i vestiti di simona ventura sono anche splendidi, ma il reggiseno a vista è un crimine. appena a casa preparo una zuppa di fave con porri e cavolo rosso, intanto commento sanremo in viva voce con madre e sorella numero tre. compro anche le mele coi bruchi e poi, in profumeria, un prodotto per i capelli e due deodoranti lycia. più che un cibo un'opera di pop art. e, per il filosofo, una fiorentina vegetale. compro otto cotolette di glutine di grano che in definitiva sono il mio piatto preferito. poi vado a fare la spesa. riaggancio con una blanda promessa per un aperitivo. tornavo sempre a tarda notte e i ragazzi del forno mi regalavano la pizza bianca. penso che ultimamente tutti vogliono vivere a monteverde e in fondo anch'io ci ho vissuto un paio di settimane. cerca una casa più grande a monteverde. è gentile, una volta era nel mio carnet, adesso dice che si sposa con una ragazza che ho conosciuto una volta ad una degustazione. è un tipo che non vedo da due anni. squilla di nuovo il telefono. apro i rubinetti, mi lavo i denti, lo specchio si appanna. poi vado a farmi la doccia. mi sento più giovane di sedici anni: invisible lift. in genere io non ho amici e non parlo al telefono. nel pomeriggio parlo un'ora e trenta con un'amica al telefono, seduta sul pavimento accanto alla stufa, e non è da me.

robba 21:23
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