robba

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marzo 02, 2004

centoquindici pagine di forte movimento
centoquindici pagine di forte movimento. apro un occhio. la stanza è piena di una luce bianco sporco. fuori dalla finestra gli alberi si piegano come musulmani in preghiera. non vorrei alzarmi. prendo una borsa dall'armadio, ci metto dentro due o tre cose, mentre il filosofo va a farsi la doccia. alle undici e venti siamo a termini, indecisi se partire subito o andare alla posta a pagare le bollette. ci hanno staccato il telefono. decidiamo per l'eurostar. lungo il percorso attraversiamo tutte le stagioni. il sole, le nuvole, la grandine e il vento sono i protagonisti di un film che dura un'ora e quarantacinque. alle due e un quarto siamo seduti in uno squallido ristorante di mergellina, davanti al ciquitos dove qualche settimana fa hanno accoltellato francesco estatico. io mangio il cornicione di una pizza margherita, il filosofo il centro di un'altra, il vecchio mario beve le nostre birre. a nordovest due uomini con i baffi unti e una donna grassa siedono paralleli a un tavolo, rivolti verso di noi. pochi minuti dopo pago il conto di tredici euro ed esco velocemente. gli altri sono già fuori. alle sedici siamo alla mostra d'oltremare dentro un motoscafo di sedici metri. il filosofo è sdraiato nella cabina padronale. io e la signora sediamo nella dinette. alle diciassette e trenta ci spostiamo nel doppio fondo di uno stand con un costruttore di gozzi di nuova generazione. alle diciannove viaggiamo in un pallone di scafi flottanti e semiplananti, cabinati e semicabinati, verricelli, ecoscandagli e dotazioni di sicurezza. alla sera, distrutti e sognanti, andiamo a cena a casa dell'architetto. c'è anche il gigante con una immodesta quantità di qualsiasi cosa. per una volta che non bevo, non mi drogo e quasi non mangio, mi sento male e svengo. ma non se ne accorge nessuno. il filosofo miope mi trova un'ora dopo sdraiata su un divano a leggere un romanzo di anna santoro, pescato su un tavolo da qualche parte. a casa mi infilo un pigiama liso del vecchio mario, mi detergo con il latte e il tonico del canestro byo, ascolto la mareggiata che sbatte sulla scogliera e gorgoglia nel water. il mattino dopo torno a mergellina, stavolta da sola. sorella numero due e fidanzato numero quarantadue mi aspettano affacciati sul bar riviera. andiamo a prendere un aperitivo da feltrinelli. i napoletani sono ovunque. io bevo té e compro due libri. poi facciamo colazione dai miei genitori. la nonna è preoccupata per il risultato delle analisi. le dico che ha ottantaquattro anni e se non vuole morire in un incidente stradale dovrà pure ammalarsi. a tavola la vecchia canta chitarra romana con un colorito da pubblicità de l'oreal. alle diciassette e un quarto compro due biglietti al distributore automatico di piazza garibaldi. il filosofo mi aspetta al binario dodici. in treno leggo centoquindici pagine di forte movimento. le carrozze ancheggiano sotto i flash e ci riportano indietro.

robba 12:52
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