robba

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febbraio 21, 2004

mi specchio nel caffé d'orzo. verso le cinque il cielo è un sacco della spazzatura. scarica acqua e sabbia. apro il pacchetto di sigarette. il bugiardino dice che il farmacista può aiutarmi. lo metto da parte e ne prendo una. spingo i polpastrelli sul filtro, per farlo uscire. tiro fuori anche il tabacco. lo lascio cadere su io donna. scaldo il fumo. mischio tutto. lo infilo di nuovo nell'involucro della sigaretta. la accendo. aspiro. abbandonare questa città nel finesettimana è diventato difficile. noleggiare una macchina anche. i treni invece ricordano troppo una pubblicità dei surgelati. chi può scappa. io sono andata a comprare da mangiare. tutto regolare. sulla pista ciclabile il direttore del telegiornale passeggiava con moglie e bambino. ha litigato con un ciclista, poi ha alzato gli occhi per guardare casa mia. al supermercato bio c'era il tutto esaurito. ho notato il cappotto lungo e gli anfibi di una ragazza morbida. una quarantenne biondoparioli che faceva scorta di carne biologica. alla cassa una signora dagli occhi distanti mi ha parlato dei passi carrabili di viale gorizia. sotto il mio letto c'è una foiba, ma non gliel'ho detto. entrando in cortile ho sentito che la moglie del portiere stava preparando stufato con contorno di patate dolci. poco più in là l'aria elettrica dello scirocco spingeva le porte del caffé hungaria. i camerieri impomatati assorbivano il fumo delle piastre. la sagoma di paolo mieli ordinava un completo. ora siamo tutti in attesa che la radio rimandi il congresso del partito comunista. io mi specchio nel caffé d'orzo.

robba 18:24
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