robba

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febbraio 22, 2004

le scrittrici vivono in enormi case sull'oceano
le scrittrici vivono in enormi case sull'oceano. nei film americani le scrittrici vivono in enormi case sull'oceano. pensate dagli architetti nei colori chiari con qualche sfumatura pastello. le cucine sono perfette per preparare frittelle, le finestre sono grandi occhi azzurri, i vasi mai scheggiati, i portatili apple appoggiati su scrivanie di ciliegio. dico così perché siamo andati al cinema. senza sapere il titolo del film o di cosa parlasse. non lo so nemmeno adesso. lui mi ha aspettato fuori dal cancello. i miei stivali sulla ghiaia suonavano come in un poliziesco. quando siamo entrati era già buio. millequattrocento occhi hanno visto le nostre ombre passare. io ridevo, lui minacciava di andarsene. ma se mi alzavo mi tratteneva. all'uscita pioveva. ancora secchi di acqua e sabbia. mi sono voltata ed ho visto lo zio con ileana. non è mio zio ma è come se lo fosse. siamo stati d'accordo sul fatto che questo posto è splendido quanto le scelte cinematografiche sono noiose. mercoledì ci hanno invitato a cena da loro. tornando a casa siamo passati in edicola. io sfogliavo riviste. lui mi chiedeva che stessi facendo. il giornalaio ha detto la lasci stare, sono cose da donne. l'ho ringraziato. in pigiama e vestaglia abbiamo aperto una birra e fatto moltiplicazioni. chi beve due bicchieri di vino al giorno, ne beve duecento litri in un anno. io mi sono addormentata su un divano, lui su un altro. con la luce accesa. al mattino è arrivata la signora. mi ha chiesto dove andassimo per carnevale. le ho risposto che non conosco nessuno qui che organizzi o partecipi a una festa in maschera. lei ha detto facciamo più cose al sud e mi ha parlato delle lasagne al circolo dell'unione. alle due il cielo era un lenzuolo di sabbia sul punto di strapparsi. ho preso l'ascensore e l'ho trovato su una panchina a leggere la stampa. accanto un barbone pranzava in un cartoccio dell'hungaria. mi sono seduta ed ho scattato qualche fotografia. poi siamo andati a mangiare. a tavola ho letto ad alta voce quel pezzo di ardengo soffici. lui insisteva per portarci via il firriato ancora un po' chiuso. io gli dicevo lascia stare. una volta a casa ho smontato ed acceso una sigaretta. lui ne ha fumato un'altra. abbiamo passato tutto il pomeriggio a baciarci.

robba 16:40
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