robba

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febbraio 19, 2004

le giornate sono fotocopie. suona la sveglia: il canto di un gallo siemens. cicci cade dal letto, bordin tossisce. stavo sognando the petunias, arkangel e giulio mozzi. vivevano insieme, in una specie di grande veranda appartenuta a mia nonna. fuori il cielo è nero, un grande wok rovesciato. chiama floriana: ha la febbre, non viene. le dico che non fa niente, con un buco nello stomaco. la casa è come un accampamento berbero durante una tempesta di sabbia. prendo il disco dei gomez, mi infilo l'impermeabile e vado alla radio. quando entro michele sta guardando le foto di un aereo da guerra tedesco. il mio telefono squilla. il centralino mi passa de pascalis. mezzora dopo sono a pagina cinquantanove del rapporto stasi. a pagina settanta mangio. sfoglio qualche blog e commento. bevo un bicchiere d'acqua al distributore. arriva il tecnico di una squadra esterna con una conferenza stampa. dice se può farmi una fotografia. gli chiedo cosa se ne faccia, risponde che la mette in camera. alle tre la redazione è piena. apro la posta e sfoglio le agenzie, poi torno al principio di laicità. ci resto tutto il pomeriggio. prima di andarmene stampo il forum dei giovani musulmani d'italia. faccio qualche battuta e sparisco. ad un semaforo noto due ragazzi in motorino che parlano fitto. lui ha gli occhiali, lei i capelli ricci. non li conosco ma è come se li conoscessi: due persone comuni. compro da mangiare al canestro. la rossa alla cassa mi ricorda che le cotolette col gomasio sono ottime. a casa spruzzo ecoblu sul tavolo di vetro, lavo i piatti, abbino copripiumino e federe scure ad un lenzuolo sabbia. dalla finestra vedo arrivare cicci. ha una cartella piena di guide normative. beviamo un residuo di camelot e guardiamo otto e mezzo con tana de zulueta. a mezzanotte lui scivola in un pozzo nero, io trovo un film con bill murray e andy mcdowell. poi suona la sveglia: il canto del gallo. cicci è sul pavimento avvolto in un lenzuolo che non mi ricordo, bordin tossisce più forte del solito. stavo sognando ancora quei blogger. vivevano insieme, in una specie di grande veranda appartenuta a mia nonna e avevano fatto un disco. fuori c'è un cielo ceceno. chiama floriana, la febbre non è passata. le dico che non importa, ieri ho rimesso a posto. anche se non sembra: deve esserci stato un altro bombardamento. mi avvio in fretta alla radio. in redazione michele sta guardando foto di aerei. ha bisogno di un analista e glielo dico. il telefono squilla: de pascalis e i suoi mulini a vento. non trovo più il file con la traduzione di ieri, mi tocca riscriverla. mangio velocemente davanti al pc. poi arriva il tecnico, con la macchina fotografica. gli dico che adesso basta, cosa vi ha preso a tutti. con le spalle all'ingiù penso che le giornate sono fotocopie ed è difficile trovarne una a colori. mi cade l'occhio su un'agenzia: stasera da ferrara ospite tana de zulueta.

robba 10:00
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