robba

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febbraio 02, 2004

l'abbraccio saldo di un cappio. questa casa galleggia nel silenzio. solo un rumore di sottofondo, simile al sospiro di un polmone d'acciaio. gli scalini si sgretolano sotto i nostri piedi. i vestiti negli armadi sono rigidi. i vetri delle finestre lacrimano. i cipressi fuori dondolano come lunghi fantasmi. quando torno la strada è buia e senza vita. la statua sulla facciata principale del palazzo proietta un'enorme ombra nera. gli impiegati dello studio legale non vedono l'ora di andarsene. fischiettano mentre il cancello si apre, ma io vedo i fori sul collo. sono sempre l'ultima a prendere l'ascensore, dopodiché resta al quinto piano fino al mattino. non si sente mai un passo di un vicino. al primo piano abita un cacciatore, i suoi figli hanno la lingua decorata di piombini. ogni tanto incontro la marchesa per le scale, ma è certo che sia già trapassata. qui ogni bottiglia di vino ha il sapore di un amontillado. ogni serenità l'abbraccio saldo di un cappio.

robba 23:58
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