robba

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gennaio 08, 2004

pensione iaccarino. in effetti è vero. grazie e addio sono finite le vacanze. ma va là che cicci a momenti ci lasciava le penne. ed io, anch'io, avevo una tale paura di tornare allo squallore di tutti i giorni che alla fin fine preferisco lo squallore vero a quello verosimile. ci sono tante cose belle nella vita quotidiana della piccola borghesia cannibale del ventunesimo secolo. mi si è fermato il motorino per la terza volta e in fondo a corso trieste. ne ho approfittato per fare esercizio fisico e portarlo dal meccanico, ma stavolta gratis. in edicola invece ho comprato interiors: un altro allen drammatico e strepitoso. il mio film preferito dopo un'altra donna. oggi sono venuta al lavoro a piedi e scioccamente mi sono imbattuta nel mio negozio del cuore. e lì, gaia, hanno dei saldi sensati: così pochi clienti e così tanta roba che tutto era ancora al suo posto ma costava cento euro in meno. però non è una cosa da spifferare ai quattro venti. poi sono andata da mel. per un'agenda, perché nel duemilaquattro ho deciso di tornare indietro. quella elettronica mi si scaricava sempre e perdevo tutti i denti. lapsus. tra l'altro ho scoperto che dei trecentosessantasei a venire molti giorni di festa capitano di sabato o domenica. poco fa ho buttato giù il mio solito risottino portato da casa: alle ortiche. ed ho ritrovato i colleghi. non potete credere: due quarti della redazione galleggia nello stesso brodo di angoscie in cui galleggiavo io fino a quaranta ore fa. tutti terrorizzati dal terrore di tornare alla pensione iaccarino. nessuno s'avvede che il treno è piombato e sono anni che è fermo a salò.

robba 14:45
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