robba

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gennaio 21, 2004

l'aria è fredda. capita di dimenticare le chiavi. volevo metterle in tasca, invece che in borsa, e le ho lasciate lì, da qualche parte. mai mettere i bastoni di traverso all'istinto. sono le otto e quaranta. il tipo con il furgone rosso che sta cercando di uscire mi guarda con odio. non sto andando via, non ancora, devo risalire. l'aria è fredda. passo di nuovo davanti alla bancarella di frutta all'angolo. l'indiano mi volta le spalle. il portone è aperto. prendo l'ascensore. secondo piano. ho le chiavi per la porta a vetri. entrando dico ad alta voce che sono io e che ho dimenticato qualcosa. per non spaventare il collega che avevo appena salutato. nel suo ufficio c'è ancora la luce accesa. ma io non lo vedo. e lui non risponde. penso: sarà distratto. o avrà le cuffie. le chiavi del motorino sono sulla sedia accanto alla mia, in redazione. le afferro e vado. apro la porta a vetri, ma non prendo l'ascensore. percorro i due piani a piedi. arrivo al portone. l'aria è fredda. l'indiano è in piedi, mi vede passare, abbottonarmi la giacca. le otto e cinquanta. particolari insignificanti. o il mio alibi.

robba 22:38
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