robba

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dicembre 02, 2003

guardo gli alberi ancheggiare. mi arrivano onde di parole, specie quando sono in motorino. cerco di fissarle con qualche pinzetta, ma quando mi fermo capita che me le sono perse. mi tornano indietro subordinate deja vu, utili e no, del giorno prima, a volte vecchie di decenni. gaia, l'altra sera all'auditorium, mentre la matthew herbert big band attaccava una splendida colonna sonora, chiedeva se occorre avvertire il proprio migliore amico quando la fidanzata con un altro sta mettendo su casa. la longa, sibilando in un orecchio, ha ringraziato per il disco di bacharach che le ho portato ed ha detto che lo canticchia al mattino mentre stira. il direttore quella volta mi ha impacchettato la domanda insieme a una pistola. domenica pomeriggio, in una delle stanze del ripa, una gallerista molto abbigliata ha cucito un abito di pettegolezzi sulla coppia di collezioniste rockfeller che era appena uscita. mia nonna è convinta che la mussolini sia moglie di un nipote di benito. la foka (la mia terza sorella) ha chiamato per comunicarmi che tra i nostri genitori c'è una road map. cicci ieri sera ammetteva di essere finito in prigione per aver rubato dei saponi, di aver tentato di parafrasare wittgenstein senza successo. conservo tutto. poi, quando torno a casa, mi infilo nel divano fatto a mano. di là, attraverso i vetri della parte condonata della casa, guardo gli alberi ancheggiare.

robba 09:13
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