robba

robba

dicembre 10, 2003

ed io che sognavo di viverci. ieri sera al caminetto, davanti a una zuppa di verdure espressa e a un montefalco, la signora con la esse maiuscola, proprietaria di due appartamentini proprio a due passi dall'avenue luise, mi ha giurato e giurato che bruxelles vent'anni fa era un luogo di eleganza austera. proprio come in quel film di pioggia sopra i cubetti di selciato, che raccontava quanto i passi nella capitale belga suonassero diversi che in qualunque altra città d'europa. le lampade a gas, il blu accanto al grigio, le foglie scure, le brasserie a tre piani. ed io che sognavo di viverci.

robba 19:42
Powered by Blogger