robba

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novembre 19, 2003

un paio d'occhiali di un qualsiasi colore. distratti e un po' duri di comprendonio. sicuramente più della generazione che li ha preceduti. secondo maria, insegnante in un liceo scientifico, i ragazzi di oggi sono così. la cosa ci ha talmente colpito, questo citare marco lodoli come fosse un filosofo e non un cane, che alla fine abbiamo esagerato. ieri sera a trastevere, seduti ad un tavolo di una di quelle solite terribili trattorie romane, in tre abbiamo bombardato il pensiero della professoressa. cicci è arrivato a dire, sempre col suo tono finto-ironico, che lei dovrebbe parlare soltanto del parini. mai toccare altri argomenti. giammai. in effetti siamo stati spiacevoli e stupidi. perché ci siamo accaniti su di lei per accanirci su una categoria. quella composta di persone che, indossato un paio d'occhiali di un qualsiasi colore, ritengono che la realtà sia quella che vedono attraverso le lenti. una categoria che può essere anche innocua, vivere una vita latente come un virus, ma che raggiunge la sua massima virulenza quando vince un concorso ed entra in un'aula scolastica. la professoressa in questione ci ha spiegato che, leggendo il quotidiano in classe (iniziativa non sua ma degli editori), salta gli articoli di politica, perché tanto i ragazzini sono di coccio e quei pochi che non lo sono se ne fregano, e in genere va direttamente alle pagine della cultura. l'altro giorno ha letto loro un'interessante pezzo sulla mcdonaldizzazione. ma lasciamo stare, se avete in mente l'articolo vi farete la vostra idea. e poi comunque non sono del tutto sicura che questi siano gli interessi dei suoi studenti, e non i suoi personali. occorrerebbe fare un sondaggio tra gli insegnanti. d'altra parte, a suo parere, i ragazzi, eccetto un gruppetto di geni straordinari, non sanno scrivere. devo dire che la cosa mi colpisce particolarmente. anch'io ero una studentessa di coccio, a cui il professore di italiano metteva sempre cinque e mezzo, sei meno meno. argomento centrato, ma la sintassi - secondo tale onofrio ricciardi - faceva acqua da tutte le parti. del resto a me non piaceva come scriveva lui. uscito direttamente dalla carrellata dei professori di amarcord, era capace di farti domande tipo: morte di agrippina. per fortuna poi i professori cambiano e questa è l'unica valvola di sicurezza del sistema, un po' come i tre gradi di giudizio nel totogiustizia italiano. alla fine la cassazione mi ha assolto. quello che invece mi ha fatto impressione in maria è stato il difetto della cultura del dubbio e della relatività. quella che gaia in genere ci propina a piene mani. per lei, che pure ha solo trent'anni, il mondo è già quadrato; domani spiegherà l'argomentazione e chi oserà mettersi di mezzo sarà bollato con il bollino lodoli. inevitabilmente distratto e duro di comprendonio. distratti e di coccio invece siamo noi, che di questi argomenti, vetuste fondamenta del palazzo sociale, quasi mai ci occupiamo. (ps. chiedo scusa per il "cane" a lodoli e la retorica, ma onofrio l'avrebbe apprezzata).

robba 09:31
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