robba

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novembre 25, 2003

un dipinto selvatico di madre con figlia. domenica pomeriggio sono andata a vedere thirteen. fosse stato per le copertine gridate non ci sarei mai stata, ma ha vinto quello che ha vinto e chi l'aveva già visto ne parlava bene. il film è bello e stressante. all'inizio è solo una serie complicata di risatine, piano piano però si fa strada una storia, un dipinto selvatico di madre con figlia. per niente straordinario, per niente trasgressivo. anzi: penso che la holly hunter ex alcolista e dalla mente necessariamente aperta stia alla figlia sensibile che sniffa colla né più né meno di come mia madre stesse a me. il rapporto è lo stesso. se per mia madre non passava settimana senza che i professori mandassero a chiamare la nonna, per me c'erano patti di sangue e preparativi non troppo segreti per scappare di casa. e poi anche lei era bravissima ad ammansirmi parlando di capelli e vestiti. magari si può dire che a los angeles sono qualche anno avanti, questo certamente. non vi nascondo che molti dei ragazzini in sala, un paio di bande contrapposte di pariolini, non si sono granché riconosciuti. durante le scene del piercing gridavano tutti. tra il primo e il secondo tempo due tipe in soprabito nero e pashmina rosa si dicevano che quelle tredicenni là non sono loro, ma solo qualcuna di loro. forse una coppia di amiche un po' più fuori di testa. insomma, protestavano contro l'omologazione che immancabilmente dopo questi film fabbricano i giornali o i programmi televisivi. e avevano ragione: perché poi va a finire che proprio guardando thirteen a qualcuno viene in mente di vietare qualcosa a cui non aveva ancora pensato. però secondo me erano anche un po' imbarazzate. perché la tracy di thirteen, diversamente dalla christiane f. di noi ragazzi dello zoo di berlino, non è affatto un personaggio romantico. e finirebbe schiacciata sotto il masso pesante della morale del film, come finirà probabilmente la sua migliore amica, se non fosse più fortunata ed avesse una madre. se questa, insomma, non si limitasse a bussare cortesemente alla porta come un'amica. e non si decidesse, invece, a sospendere momentaneamente tutti i diritti. a sfondarla, insomma, per riportare finalmente la pace in casa.

robba 11:05

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