robba

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novembre 20, 2003

treni speciali da tiburtina per sanpatrignano. a questa faccenda della droga non ci voglio nemmeno pensare. mai bocciata a scuola, mai un colpo di testa, mai nemmeno una umana multa per divieto di sosta. poi un giorno arriva un magistrato frustrato e mi indica la prigione. perché? per qualche euro di tetra-idro-cannabinolo che tengo nell'armadio da mesi - per futuribili momenti di stress o la solita sindrome premestruale - e che in verità troppo spesso, e sbagliando, sostituisco con un aperitivo o un farmaco. la cannabis, a parte il rilassamento e una minima liberazione del pensiero, non mi fa alcun effetto. lo so, lo so, c'è gente che va in paranoia. mia sorella mike ha scritto un'ottima tesi sull'argomento per la sua laurea in farmacia e al povero dé, per essersi fatto un paio di tiri una volta, gli è venuta la tachicardia. ma vi assicuro che su di me non attacca. dopo una canna sono uguale a prima, solo un pelo più tranquilla. una sigaretta dopo cena mi sballa di più. per questo forse sono l'unica in italia a credere alla possibile colpevolezza del senatore colombo. più che altro: ci spero. in quello spottone a favore della scellerata legge che sono stati gli arresti dell'altra notte, non a caso ad opera di un altro magistrato frustratissimo, il vecchio emilio è il mio personaggio, il drogato in cui mi riconosco. per il resto quella della roma bene di serena grandi è una balla che lascerei ammuffire lì dove ha ragione di esistere, e cioé tra le pareti di cartongesso dei media. lei la vedevo spesso al discount di via locchi: un fantasma con l'articolo di gente già attaccato dietro la schiena. quanto alla nuda realtà, devo dire che, pur vivendo sotto il vostro stesso tetto proibizionista, non conosco nessuno che in vita sua non si sia mai fatto una canna. di più: conosco ragazzi che tirano coca con la frequenza di un finesettimana. amiche che hanno sospeso tutte le sostanze - sigarette, alcol, cannabis e coca - mentre erano incinte e mentre allattavano. gente che fumava cobretto - scarti di eroina - quando la coca non se la poteva permettere. gente comune, ma anche gente fuori dal comune. un tipo che la coca la tagliava in colombia o giù di lì, e ora fa il santone macrobiotico. qualcuno che al liceo spacciava. qualcun'altro che lo fa ancora. e poi un ragazzo che portava la droga dall'estero ed è stato in galera ed un altro che giovanissimo si faceva le pere ed è stato in comunità (sarà una mia impressione, ma loro due hanno lo sguardo più infelice). ad ogni modo: questa, bene o male, è la situazione nei paraggi. comunque la pensiate. e se il disegno di legge mantovano fosse legge, e non solo l'ennesimo argomento da salotto o l'ennesimo tributo agli scannatoi di muccioli, domani - l'hai detto, daniele - partirebbero treni speciali da tiburtina per sanpatrignano.

robba 10:38
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