robba

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novembre 10, 2003

il tempo è elastico, ve l'ho già detto. lavoro ininterrottamente dal ventisette ottobre. sabato e domenica compresi, spesso anche dodici ore di fila. se escludiamo lo psicodramma del congresso di radicali italiani - non so cosa avviene altrove, ma tre sessioni al giorno dell'assemblea radicale possono pesare come tre turni consecutivi in miniera - per tutta la settimana non ho fatto altro che guardare un pc. ho seppellito il telefono. e di notte, come non avveniva dai tempi dell'università, sognavo date e numeri e probabili errori e perdite della faccia. insomma, non ho avuto un minuto di tempo. e comunque non è che abbia fatto tutto quello che dovevo fare, ma appena la metà. lo stesso disordine che c'è nella mia mente a questo punto c'è anche fuori. la nostra yvonne ha subito un terribile lutto e forse tornerà nel suo paese. insomma, nei giorni che io ho passato immersa sotto spirito, ne sono successe di cose. due venerdì fa, per esempio, nella farmacia di mia sorella è entrato l'ennesimo rapinatore. tremante, pistola puntata, le ha chiesto di aprire la cassa. poi per quei misteri che si svelano soltanto a napoli, lei non ha saputo aprirla e lui l'ha mandata a chiamare i commessi che erano nascosti nel magazzino. si sono chiusi dentro e al rapinatore non è rimasta altra scelta che andarsene. poi c'è il fatto che mia madre si è iscritta all'università e da allora un matrimonio trentunenne è un po' in freddo. per quanto mi riguarda, invece, sono stata a vedere dogville. se vi chiedete la vera ragione della mia dipartita, andate anche voi. è un capolavoro malato, ma illuminante. non vorrete mica credere alla storia che avevo troppo da fare. il tempo è elastico, ve l'ho già detto.

robba 10:04
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