robba

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novembre 12, 2003

il nord mi fa impazzire. conversavo con le zanzare. facevo loro presente le mie riflessioni sul clima. il soffitto di questa città mi ricorda sempre più milano. ah, milano. a milano lavoravo in una nota società cinematografica. all'inizio era una noia mortale, mi avevano assunto per l'ufficio legale che in realtà era solo uno stanzino. poi invece è diventata una cosa divertente, perché il capo - un bell'uomo e in gamba ma anche un parvenu che si stirava i capelli ogni due e tre e si rimpinzava di esotici spuntini a base di ananas e mozzarella di bufala - mi ha preso e mi ha messo nella sua segreteria. in effetti la segreteria di direzione di un'azienda che compra e vende film americani è un posto abbastanza interessante. vero è che non c'è persona meno adatta di me a fare un mestiere del genere. incontro tutta una serie di difficoltà già soltanto a prenotarmi una piega dal parrucchiere per conto mio. non sono una persona pratica e sono capace zero con le pubbliche relazioni. ad ogni modo, nel periodo milanese sono riuscita a tenere a bada presunti produttori cinematografici che promettevano improbabili incontri con star americane purché passassi una qualche sinossi al capo. e sono andata in giro ore e ore per la città, scortata dal nipote del direttore, in cerca di un libro che lui voleva leggere e di cui non si ricordava il titolo. poi, un giorno, scrivendo una lettera nel francese che non conosco, aiutata dalla splendida classica segretaria biondo miele - in realtà semialcolista e sentimentalmente devastata, eppure sempre incredibilmente perfetta -, abbiamo reso felice il senatore che ci appoggiava in parlamento facendogli riavere un piccolo oggetto insignificante che aveva dimenticato in una stanza di parigi. questo è bastato perché non mi licenziassero. mi piacevano i posti dove abitavamo quando stavamo lì. per un periodo vicino a largo la foppa, praticamente a pochi metri da brera. poi a porta romana che era il mio posto preferito. infine in piazza de angeli, così che per andare a lavoro uscivo a piedi cinque minuti prima. adoravo via buonarroti, corso vercelli, corso magenta, ma anche quella bella signora agée che è via montenapoleone. con le colleghe prendevamo l'aperitivo alle sei e mezza. e poi c'erano quei tram bellissimi con le panche laterali in legno e le modelle con le gambe incrociate. i milanesi per strada erano capaci di farti dei veri complimenti. c'erano anche tante cose di loro che non sopportavo. tipo quando per dire che era una situazione tranquilla dicevano è una cosa easy. mi giravano le palle degli occhi. però, cavolo, erano tutti incredibilmente educati lassù. e l'educazione è un prezioso strato di ovatta per chi è ipersensibile. chissà. ma adesso fermatemi, altrimenti nella botta della rimembranza continuo a salire. e per l'ennesima volta torniamo alla chiusura del mercato di lugano, ai cornetti al burro di sankt moritz, o ai banconi di ghiaccio di innsbruk. ragazzi, il nord mi fa impazzire.

robba 11:28
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