robba

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novembre 23, 2003

gli omosessuali? solo delle checche isteriche. ho conosciuto una signora davvero straordinaria. l'ho scoperta qualche settimana fa, leggendo la recensione di un libro. ad un certo punto si fa il nome di questa misteriosa nobildonna. si tratta della nonna di un nostro caro e screanzato amico. ma in qualche modo, e questa è la sorpresa, anche della cugina del piccolo cicci. ieri pomeriggio l'incontro. amici, non starò a descriverla. mi ci vorrebbe il paginone di terza del corriere e comunque una penna degna. e poi dovrei poter fare semplicemente nomi e cognomi. vi dirò soltanto che è un tipino settantasettenne, che pesa quarantun chili, ma è capace di usare il turpiloquio con vera grazia e di ridurre in cenere parecchi monumenti del ventesimo secolo. nata in sicilia negli anni venti, erede di una nonna che le avrebbe lasciato tutto "purché fosse nata femmina", ha vissuto a roma la guerra per poi tornare in sicilia e sposare un uomo bello, di cui era innamorata, dal quale ha avuto due figlie e con il quale aveva stipulato una tacita convenzione di libertà coniugale. almeno: finché le convenzioni altrui non l'hanno costretta a divorziare. è diventata così la compagna di un noto uomo politico comunista. e, dietro la falce e il martello, ha girato mezzo mondo conservando però uno spirito critico aguzzo e manciate di ironia. un aneddoto utile a spiegarvela è quello della rappresentazione in corea, dinanzi ai dirigenti del partito e alla delegazione del pci, di una piece scritta da kim il sung. la storia è quella di un'infermiera che anela la tessera del partito. la sezione locale le spiega che non basta anelare, occorre dimostrarsi meritevoli. durante la guerra con la corea del sud l'infermiera sacrifica la sua vita. un attimo prima che spiri, appare un fumetto contenente il busto di kim: le dice brava, adesso ti meriti la tessera. e così, mentre in sala cala il sipario, scoppia la fragorosa risata della nostra signora, bella come un'americana e tempestata dalle occhiate trasversali di tutti. le ho chiesto cosa pensavano davvero, cosa si dicevano tra loro, i dirigenti del pci quando vedevano i russi in fila per comprare qualche etto di carne verminosa. lei mi ha detto che erano scioccati, ma allontanavano il pensiero considerando che fino a qualche tempo prima lì c'erano gli zar. quello, insomma, era un modello diverso. in italia, grazie a dio, del tutto inattuabile. una delle due figlie della nostra amica negli anni settanta "ha fatto di tutto per farsi mandare in galera". ora, immaginate voi, una presunta terrorista rossa con un paio di cognomi importanti alle spalle nel carcere di messina. pensate a come le calzava a pennello il luogo comune e a come potevano vedere la questione le delinquenti comuni, un momento prima di affondare le mani. premesso questo, va detto che lo spirito critico della nostra ospite, anche in questo dramma familiare e materno, sa essere altrettanto preciso. per il resto la signora definisce stupidi settantacinque esseri umani su cento e spiega che molti politici, quando parlano, sembrano rivolti soltanto a questa maggioranza. non è una fan di berlusconi però sostiene che lui "non parla agli stupidi". sottolinea la mancanza di eleganza degli inquilini della nostra epoca, ma non se la prende con il modello americano. la nostra ospite è capace di far sentire bigotta una platea di trentenni quando spiega che non si può restare fedeli al proprio compagno per tutta la vita. che non prova il rimorso delle numerose infedeltà ma solo quello del tradimento: l'aver abbandonato suo marito nel momento in cui questi aveva bisogno di sostegno. quasi si commuove. poi cambia di botto argomento e ci stupisce ancora. gli omosessuali? solo delle checche isteriche.

robba 13:06
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