robba

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novembre 19, 2003

dire avevamo ragione è sempre il segnale di una sconfitta. talvolta è difficile spiegarsi. oggi lo sforzo mi è costato un'emicrania lancinante. l'idea che volevo esprimere è che principi di libertà e giustizia più o meno universalmente riconosciuti impongono che le responsabilità siano individuali. le responsabilità collettive non sono altro che responsabilità oggettive mascherate. dove lavoro io queste cose non sono mai state troppo semplici da affermare. i primi anni non solo le mansioni erano collettive, ma pure gli orari. bisognava coprire uno spazio di dodici ore per trecentosessantacinque giorni l'anno, punto. il direttore non voleva nemmeno sapere chi era realmente al lavoro, l'importante era che ci fosse una persona qualunque. dopo varie lotte, e liti furibonde, ci sono stati infine assegnati dei turni. tutti ci siamo sentiti più liberi. finalmente abbiamo avuto un tempo libero e un tempo occupato. in pari quantità e indipendenti da quelli degli altri. il che non ha impedito una collaborazione nella scelta e nella definizione degli orari. ciononostante oggi la mia richiesta di una divisione dei compiti suona comprensibile come l'arabo. succede. succede, figuriamoci. ma lasciamo cadere il discorso perché, come sostiene liopold, dire avevamo ragione è sempre il segnale di una sconfitta. passiamo alle buone notizie. stasera io e cicci abbiamo ricevuto una lettera superpersonalizzata. ricordate? ramina studia a los angeles. ci manda le scoppiatissime foto dei suoi ex inquilini rockettari e un cd con roba live dei radiohead. non so se ve l'ho mai detto, ma è il mio gruppo preferito.

robba 20:53
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