robba

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ottobre 02, 2003

tre corpi e tre paia d'ali. ho nove anni e sto spingendo la carrozzina della terza sorella sul terrazzo di casa, quando un calabrone le vola accanto. per salvarla, comincio a correre, la carrozzina si ribalta e lei cade. lei ha sette mesi. anche escluso questo ricordo da ammutinamento del potiomkin, che persino la me melodrammatica rendiconta al massimo come un la, devo ammettere la mia più totale subalternità rispetto al mondo microtecnologico degli insetti. allo stesso tempo la mia fascinazione. stanotte ho sognato una libellulla enorme, con tre corpi e tre paia d'ali, grande come un avambraccio, che rombava intorno ad una specie di zattera di metallo sulla quale stavano tutte le donne della mia famiglia. cioé: tutta la mia famiglia, meno mio padre. naturalmente ero annichilita e mi nascondevo sotto le gonne con i teschi di mia madre (lei è l'ultima metallara). nulla di sorprendente: ho una miriade di fotogrammi analoghi in memoria. in louisiana ho visto mosche con due teste, una per ogni lato, come treni. le libellule laggiù volano in stormi e le cavallette formano grandi opere di land art. ma anche in calabria, d'estate, ad un suono per altri impercettibile, io facevo grandi salti e cominciavo a correre. dalla campagna lucchese sono fuggita a piedi, anche per questo. mi trovo completamente a mio agio solamente in una città grigia e gassosa. l'inquinamento mi protegge e mi rilassa.

robba 07:58
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