robba

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ottobre 18, 2003

quando gasmann cenava con liopold. diario di una perfetta casalinga. interno, pomeriggio. microcucina vista ascensore, jeans e t-shirt a caso. spalmo crema di tofu alle olive, tahin e miso d'orzo su sei diverse tartine. il pane integrale, ai semi di papavero. in pentola bollono cannellini su un fondo di pomodori minuscoli, aglio, rosmarino e sumack. ascolto my funny valentine. a proposito: se entrate in questa parentesi ricordatemi qual è il film in cui my funny valentine la mandano e la rimandano a manetta, perché sono due giorni che non mi viene in mente. dicevo: la musica, il sumack, e il vino. ogni casalinga non sa cucinare senza. lo beve prima, durante e dopo; ciononostante la storiografia tace. tra un rivoltamento e l'altro scrivo qui. poi arrivano cicci e liopold che litigano sulla notizia del ghiacciaio che si riduce. io ho appena fatto la spesa da naturasì, ne usciva pamela prati, dieci microzingari ci giravano intorno. ma in questa casa ognuno è ecologista dentro ed antiecologista fuori. poi mangiamo, tra gli alberi di villada. i cannellini al pomodoro cadono su una pasta corta di farro, mentre liopold ci informa che the dreamers gli è piaciuto. ha in serbo una parolaccia: specifico filmico. in parole povere bertolucci l'ha farcita di invenzioni questa storia su rollé di borghesia ripiegato in se stesso. a capezzone naturalmente non è piaciuto. mi chiedo cosa gli piaccia, a questo punto. quell'uomo vede tutto grigio. per carità, io ascolto liopold con ridicolo candore studentesco, ma poi infilo dentro l'attenzione un ago bello lungo sul fatto che bellocchio non poteva giocare gli stessi dadi. e per forza che usa manichini al posto dei personaggi, quello è il settantasette. forse non ve l'ho detto, ma lio buongiorno, notte non potrebbe rivederlo neanche in foto. io lo ricollego persino al libro di pansa, al gioco sporco che va di moda oggi su gente morta sessantanni fa. e liopold odia pansa, ché taceva negli anni cinquanta. non ottengo alcun apprezzabile effetto. cicci naturalmente s'arrabbia, urla e non si sente compreso. si serve una decina di scodelle nei piatti rigorosamente piani. poi mette il vino giù, per terra. come faceva gasmann, quando gasmann cenava con liopold. (ascolta questo post letto magistralmente da franciskje)

robba 17:06
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