robba

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ottobre 07, 2003

più dolce di una poesia di majakovskij. in effetti non ho mai avuto tante amiche. da piccola, quelle rare rarissime volte che mia madre acconsentiva che qualcuna delle compagne di classe venisse a trovarci, finivo in lacrime al momento del distacco. in seconda elementare arrivai a scappare di casa, per una di loro. più avanti le cose sono andate meglio. a danza ero abbastanza amica di una gabriella. lei era parecchio più brava di me, ma la mia spaccata era meglio. la storia finì quando io andai al liceo in capo al mondo. lei la spedirono alle magistrali e credo che oggi sia un'insegnante di educazione fisica. ma il dramma vero è cominciato lassù, alle superiori. io e fra. un torbido legame politico, sigillato con un patto di sangue di fedeltà al pcus un freddo sabato sera dell'ottantotto, via scarlatti, fuori alla pasticceria daniele. una storia scolastica fatta di lezioni di russo e lettere aperte, ma anche di sabati sera in pigiama dopo il kiss. finì con la pantera, un anno dopo il tradimento, ossia uno strategico concerto dei pink floyd in cui riuscii a trovare gli agganci necessari per abbordare un mito. mito che in realtà aveva brufoli a valanga su un naso fuoripista, ma che per entrambe allora era più dolce di una poesia di majakovskij. così che, per una decina d'anni, non ho avuto amiche, tranne una breve parentesi all'università. era molto bella: capelli rossi ed occhi gialli. e molto dritta. in garage aveva una ventina di mercedes; fuori circolava con un armatore di odessa. ma soffriva di disturbi alimentari, ed io, sotto la pioggia di volantini del mio fidanzato brigatista, ad un certo punto non riuscii più a starle appresso. mi piacerebbe rivederla. ad ogni modo solo un paio d'anni dopo, studiando da magistrato, diventai un'assidua frequentatrice della casetta fuorisede di una sonia. lei era più bionda e più formosa, ma io e il diritto amministrativo viaggiavamo sulla stessa preziosa onda. sarebbe durata di più se ad un certo punto non mi fossi bevuta il cervello. cioé: se di punto in bianco non avessi inscatolato i libri e non mi fossi traferita a lucca. infine l'ultima. una valentina. vi dico subito che dopo l'ennesimo litigio se ne è andata all'aia, a fare la guardia a milosevic. mi ha assicurato che preferiva la sua compagnia alla mia. però per un buon periodo ci siamo divertite. lei mi vedeva come una specie di sofia loren e prima di andare al lavoro confezionava una canna per la diva, io sorvolavo su tutte le psicosi e le tenevo un tetto sopra la testa. ma insomma. tutta questa premessa serve a comunicarvi una notizia. d'accordo, non è con i migliori auspici che la annuncio, ma a questo punto posso solo dirvi che c'è una nuova amica.

robba 23:32
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