robba

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ottobre 02, 2003

la stagione che a roma dona di più. tornare a casa dovrebbe essere ogni volta un'esperienza. invece non sempre lo è. forse quasi mai. spingendo la porta antincendio del mio ufficio, sputata per il mondo, catturata dall'onda lunga del tempo inoccupato, io qualcosa sento. ma non è una cosa semplice: prima, quando facevo molto tardi la sera e turni quasi notturni, non sentivo tantissimo. adesso, verso le sette o le sette e mezza, la sensazione è più universale, c'è persino il traffico a materializzarla ed una ideale colonna sonora (unfinished sympathy, massive attack). dopo il lavoro, stasera sono passata da orlo rapido a ritirare tre paia di pantaloni. visto che mi trovavo lì, nei dintorni di via siacci, sono andata al supermercato di via luciani, o giù di lì. poteva essere una visita evocativa, ma non lo è stata. le prime volte che venivo a roma, mi ci rinchiudevo sempre di venerdì. allora abitavo a due passi da via archimede ed era di mano. mi sembrava un posto carinissimo. il preside della luiss, galeazzi con un micropacchettino, la sorella di alberto, una luce calda, la pasta fresca, qualche lungarotti rubesco a dodicimila e cinque, etti di mozzarella affumicata e molte melanzane da parmigiana. stasera, invece, quel posto mi ha messo dentro una senzazione verde pallido. forse solo la folla, le cassiere dal camice aperto ed i corridoi ingombri. si capiva benissimo, e la si vedeva dibattersi, questa mostruosa coda estiva. in illo tempore era autunno, la stagione che a roma dona di più.

robba 19:56
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