robba

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ottobre 30, 2003

vodka wild
in piedi da sole in mezzo a una storia. fragili e insicure, abbandonate su un divano a combattere il fantasma della taglia quarantasei o, peggio, a disegnare il piano che porti dritto a sposare quell'uomo qualunque che ci salverà dal nubilato. drogate della ceretta, scarpedipendenti, semplice manovalanza in cucina - ché pure i migliori chef sono uomini, no? -, murate vive dietro il pregiudizio che ci vuole più brave a scuola solo perché più mansuete, e comunque imbranate alla guida, arriviste e rompiscatole al lavoro, legate a doppio filo alle paturnie di un ciclo lunare, semplici opzioni tra la variante bella e stupida e quella brutta e inviolata, tra la ninfomane e la frigida, l'anoressica e la bulimica. in ogni caso: devotissime della madonna estetica. scegliete un carta oppure tutte, queste siamo noi donne persino secondo noi stesse. cioè secondo l'immagine che giorno dopo giorno, settimana per settimana, ci buttano addosso i nostri stessi giornali. da cosmopolitan al foglio, da amica a io donna. per non parlare dei nostri programmi televisivi. quali che siano tra sex and the city ed ally mcbeal. qualcosa di vero ci sarà: alzi la mano chi non riesce ad attaccarsi nemmeno un bollino. ma siamo davvero sicure di voler continuare a sguazzare in questa palude. punto interrogativo. prendete il cinema, per esempio. il cinema è già un pezzo avanti. tanto che la protagonista del film più misogino della stagione, la christina ricci di anything else, è una rotondetta che sfrutta tutti questi luoghi comuni a suo vantaggio. un mazzo di anemoni che profuma di fragilità ma in realtà ti fa starnutire in continuazione. e non stiamo parlando nemmeno della isabelle di bertolucci, il vaso di cristallo che per due ore tiene in pugno il conflitto tra i sognatori di ieri e quelli di oggi. o della chiara di marco bellocchio, la sola (non in un film, ma in un'intera filmografia) a cui venga in mente, come nella realtà suggerirà poi sciascia, di immaginare una soluzione diversa della prigionia di aldo moro. infine c'è la uma thurman di tarantino. il regista che più di tutti ci trascolora; poi ci mette in piedi da sole in mezzo a una storia. una storia, un film delle meraviglie, dove le donne sono ridisegnate con le tonalità della forza, dell'intelletto, della crudeltà e dell'ironia. da vedere componendo il numero telefonico del rigattiere che da domani verrà a riprendersi la palude.

robba 12:32
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