robba

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ottobre 06, 2003

courtesy of gutter
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ho visto cristo. e va bene, sabato sera sono stata a questa famosa cena blogger. prima di raccontarvi com'è andata, mi tolgo il pensiero e vi dico che, applicando un massimo comun divisore agli invitati, si è occasionalmente formato un nucleo che, intorno alle tre del mattino in un pub di via dell'anima, ha bevuto guinness accanto a willem defoe ed owen wilson. il nome in codice blogger dell'operazione è: ho visto cristo, e per un patto blogger ero tenuta a menzionarla e a titolare con. ma adesso andiamo avanti. e diciamo francamente chi sono questi blogger. per metà della cena (maccheroni, piazza delle coppelle), imbottita di sinflex e con alle spalle una notte bianca, ho ascoltato molto senza capire, ma soprattutto ho osservato. ebbene: grosso modo gli invitati possono essere specificati in tre categorie. la prima, scontata, è quella delle blogstar. abbigliate come per un comparsata in tv, scollature pneumatiche o occhialini da intellettuale, le blogstar sono proprio come ve le immaginate: potreste ritagliare la sagoma dall'espresso e metterla a tavola, sarebbe più o meno lo stesso. anche perché, se è vero che le stelle sono generose e parlano un po' con tutti, alla fine inevitabilmente si appartano tra loro e insieme lasciano la nave prima che affondi. ma è un dettaglio, perché il vero zoccolo duro della blogosfera è rappresentato dalla seconda categoria, che è quella appunto del blogger classico. jeans, t-shirt, sneakers d'ordinanza più zainetto zeppo di cd da regalare ad altri blogger sottolineando il permalink del post in cui se n'era detto, di macchine fotografiche digitali e reperti cult-trash, il nostro blogger classico parla un linguaggio incomprensibile e, almeno che non siate blogstar, difficilmente di primo acchitto lo intenderete. di fatto la sua conversazione è aggiornatissima, frammentata, ricca di spunti e, all'analisi del periodo, dà risultati java. gli argomenti insistono ipnoticamente su musica, televisione, cinema, letteratura, linguaggi di programmazione e, soprattutto, omaggiano un certo catalogo di immondizia di culto italiana e straniera, del genere di quella a suo tempo cavalcata con successo da fabio fazio ed oggi altrove in feroce discesa. va detto però che, una volta sgombrato il campo da queste suppellettili, magari cogliendo il blogger classico quando è fradicio di sonno e smette di postare a vuoto, vi accorgerete che è una persona tanto carina, dolcissima, soltanto e purtroppo ancora un po' più sveglia del normale. infine la terza categoria: quella del blogger anonimo. e cioé quello che potrebbe essere blogger ma anche non esserlo, nessuno se ne accorgerebbe. anonimo e forse inutile, ma l'unico, che in mezzo a conversazioni che friggono sulla moglie di david sylvian o sul primo disco di ambra, ti chiede ma tu che lavoro fai o dove abiti, e che magari trova anche spazio per esprimere un pensiero o fare un'ipotesi (esempi: l'assurdità che a roma si debba parlare inglese con le cameriere, la possibilità che si faccia colazione tutti i giorni in due bar vicini). ciò detto, dopo questa ceretta alla lingua antipatica pure per me, mi limito a linkare gli invitati di cui mi ricordo gli indirizzi (ma segnalatemi pure quelli che dimentico): gomitolo, a-chiller application, zazie, thepetunias, lucertola, miic, danielaamenta, le stanze di gaia, selvaggialucarelli, pank, mu, gutter. lascio infine a voi il compito di incasellare ciascuno nella propria categoria oppure, se è impresa impossibile, di gettare il catalogo nel fiume inquinato ed infiammabile della blogosfera.

robba 10:18
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