robba

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ottobre 29, 2003

ho smesso, quasi sei anni fa. per carità, non è che io non voglia dire la mia su faccende tipo quella del crocifisso. mi piacerebbe, certo che mi piacerebbe. cantarne quattro al ministro del crocifisso, rocco buttiglione, per esempio. come quando qui in radio gli feci domandare perché volesse entrare nel mio letto, e in quello di tutti gli italiani, e lui rispose con un sguardo torvo e sodo insieme. ma vi direi anche che non reputo del tutto una cosa buona che la laicità in italia sia una scoperta post undici settembre, quasi una fallaciata, e vi chiederei perché questa legittima esigenza di togliere il crocifisso sia nata proprio in un integralista e non in un cittadino qualunque, dall'immigrato cinese a marco pannella. che la laicità che nasce da un dispetto reciproco, più che dal rispetto reciproco, in verità non mi fa impazzire. e che avrei voluto che le cose finissero così, ma andassero diversamente. che ora accade che tutti quelli che non sono entrati in chiesa una sola volta negli ultimi dieci anni, che non vedono un crocifisso se non al collo di simona ventura la domenica pomeriggio, e che ingoiano dio solo quando si tratta di schivare una bestemia, sono lì a sventolare questa storia delle loro radici. e chi invece andava ad una scuola pubblica dove la mattina si diceva l'avemmaria, ma non ha uno straccio di familiare che abbia mai seguito per intero una messa e nessuna idea di religione se non appunto quella raccontata dal crocifisso, se li deve sorbire. mi piacerebbe discuterne con voi, in una regione virtuale, ad ogni angolo dei cinque piani di via principe amedeo, tra le pareti appannate di piazza ungheria, ma anche fuori. vorrei, mi piacerebbe, ma non posso. ho smesso, quasi sei anni fa. queste conversazioni qua sarebbero come il bicchiere della staffa per un ex alcolista. mi farebbero istantaneamente piombare nel mio problema. quello per cui vado in giro con la mazza da golf, sono costantemente lì a bere brodo di miso o a innaffiarmi di tisane relax. quello che raggiunse lo zenit nel mezzo di un dibattito molto simile a questo, quando afferrai un bicchiere capovolto e lo schiacciai con tutta la mia forza su un tavolo. le schegge si conficcarono nella mano ma io finii il ragionamento. il pollice, intanto, mi si era aperto come una banana.

robba 09:44
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