robba

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ottobre 01, 2003

the best days of their lifes. dai diciannove ai ventitré anni non ho fatto altro che studiare. sinceramente non saprei dire perché. non sono mai stata una secchiona, fino ad allora ero stata una persona perfettamente sfaticata. invece ad un certo punto c'è stato un inasprimento macrobiotico ed una specie di studio coatto, più simile ad una dieta che a una vera passione. in quel periodo, durante il tempo libero, per lo più scrivevo racconti. si trattava di opere tratte direttamente dai miei incubi, talvolta dai miei sogni. era una scrittura terapeutica: nessuno dei miei conoscenti provava alcun interesse nel leggerli, per un parere dovevo più o meno pregarli, ma a me davano una soddisfazione pazzesca. le storie erano tutte sullo stesso genere. una, che si intitolava the best days of their lifes, era la vicenda, ambientata in un futuro dal clima malconcio, di una ragazza che si trasferisce in un'altra città per raggiungere il suo ragazzo. la sera dell'arrivo nevica, i due sono felici ma silenziosi e tornando a casa assistono ad un omicidio. le circostanze li mettono in una posizione scomoda: il ragazzo aveva un'arma e, tentando di spaventare gli assassini, ha sparato. così per sfuggire alla polizia, dopo una notte di meditazione, giungono alla conclusione che c'è una sola soluzione. durante tutto il giorno successivo, chiusi nel loro appartamento al centodiciannovesimo piano, operando a turno con grande meticolosità, si asportano il cuore. la lunga cicatrice che resterà darà loro una nuova sicurezza. ma poi ce n'erano anche altre. una specie di cenerentola ambientata in un futuro genetico in cui le famiglie sono solo omosessuali, il volo di una ragazza che si lancia dalla ringhiera nel bel mezzo di un party sul prato all'inglese e riemerge luminescente da un mare ricoperto di petrolio, la parabola di un pasticcere che vive all'ultimissimo piano senza ascensore ed è costretto a cucinare solo per sé, il natale di un calciatore che fugge dalla squadra e dalla quasi moglie isterica per ritrovare un'amica d'infanzia. cose che ormai restano solo nella mia memoria. salvo qualcuna che è stata pubblicata, il resto se l'è inghiottito un pc riformattato.

robba 10:05
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