robba

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settembre 23, 2003

una sezione fortunata della foto di famiglia. ve l'ho detto, di mattina ho sempre un pessimo umore. una specie di angoscia che si dissolve nel lievitare della giornata. mia madre quando aveva trentanni era uguale: prima di mezzogiorno inseguiva me e le sorelle con un cucchiaio di legno, apres midi spalancava il suo armadio per farci provare i nuovi acquisti. e sì, dalla parte di mia madre, la mia famiglia è stata flagellata dalla furia e dallo shopping. si può dire che mia nonna sia morta raccontando dei suoi favolosi sandali di sughero con il tacco decorato con un punto interrogativo e chiedendo a quale delle nipoti fosse andata la sua adorata vipera dall'occhio di rubino. non guardate me, io ho ereditato l'aggressività e la tetralità della nonna e di ciascuna delle sue cinque figlie, ma nemmeno un gioiello, dato che secondo lei stavo già bene come stavo, facevo parte di una sezione fortunata della foto di famiglia. ad ogni modo, quello che stavo dicendo, è che in questo ramo del lato di como i dispiaceri, le ipocondrie e qualsiasi occasionale ira, ben prima che qualsiasi settimanale femminile ci ricamasse su, andavano curati con una lunga sessione di acquisti. allora mi annoiavo di brutto, ma mi ricordo perfettamente interi pomeriggi in un solo negozio, in genere piccolo e no logo, per provare bluse, pantaloni, completi. se ci penso, tutta roba bellissima: firmata crimson, ferré e max mara negli anni ottanta, emilio cavallini, gualtier ed ozpetek negli anni novanta. roba a non finire sulla quale è ammassata la mia educazione e la mia storia. dunque non mi biasimate se immaginate già cosa farò in questa mattinata furiosa.

robba 09:48
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