robba

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settembre 04, 2003

una menzione sul foglio del lunedì. non sempre ciò che è ovvio è anche inutile. spesso srotolare il rollino dell'ovvio permette fotografie della realtà più nitide. le domande dei primi filosofi, ma forse anche degli ultimi, sono almeno apparentemente ovvie. è una grande attitudine il sapersi domandare a proposito delle cose più semplici. e tuttavia non bisogna esagerare. se non si trova la risposta dopo un tot di tempo, occorre rassegnarsi, almeno che non si voglia finire zitti come timone di fliunte o morire di supplizi carnali come diogene ed eraclito. tanto più che oggi uno che si ricoprisse di sterco e si menasse tra i cani riceverebbe niente di più che una menzione sul foglio del lunedì, in basso a sinistra, sotto la voce «suicidi». ad ogni modo, tutto questo panegirico solo per guarnire i tre minuscoli tarli che al momento mi pizzicano il cervello. salutare sconosciuti uscendo dall'ascensore è obbligatorio, facoltativo o fuori luogo. dire qualcosa di sensato ma spiacevole ad un amico, qualcosa che tuttavia si sente proprio il bisogno di dire (per principio), è sacrosanto o terribile. temere gli umori altrui più dei propri è segno di debolezza, pigrizia o sensibilità. sono tutti minuscoli punti interrogativi, che mi ballano intorno da giorni, e da cui proprio non riesco a liberarmi.

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