robba

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settembre 22, 2003

un concentrato di tenerezza incendiaria. sabato e domenica sono stata a napoli. nella mia vecchia casa partenopea, sospesa su un letto di motorini lutulanti, catacombe e varia criminalità. nella stanza che un tempo era la mia, al momento c'è una specie di magazzino al purgatorio. libri di ogni genere, fiori secchi, lire macerate e grandi sassi con cui mio padre, il generale, crea in multiple ed eclettiche direzioni. l'ultimo dei suoi meditatissimi manufatti è un pc, un assemblaggio mulatto di hardware e software. incastrate tra le impalcature di ferro che lo sorreggono ed un muro maestro ci sono invece le mie ceste della corrispondenza. si tratta di un vero tesoro adolescenziale, della parte restante del mio. centinaia, forse migliaia di lettere e cartoline ricevute in una decina d'anni, meno i miei famosi e farraginosi dodici diari, che furono stracciati e bruciati sotto un mucchio di sterpaglie un pomeriggio di gennaio del 1994, ad opera di quel criminale scerbanenchiano che era il mio ex fidanzato milanese, specie quando era reso cieco dalla gelosia. ad ogni modo le lettere restano, un buon quarto scrittemi da giulio, fidanzatino quattordicenne di lucca, che per tutto il 1987 mantenne la promessa di imbucarne almeno una al giorno. al campionario di frasi molto sensate di allora, ho aggiunto ieri un'altra busta bianca. porta la data del 31 gennaio 2000, ma io la leggo con un po' di ritardo. danilo, mio caro amico che ora praticamente non vedo più, scrive: pensa solo a come cambiano rapidamente le cose, tipo come mi trattavi quando esploravamo la nostra conoscenza e come mi tratti ora: allora eri un concentrato di tenerezza incendiaria, ora sei un concentrato di tenerezza saltuaria che però è cento volte più nobile...

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